Essere madre o padre

Figlio è un essere che Dio ci ha prestato per fare un corso intensivo di come amare qualcuno più che noi stessi, di come cambiare i nostri peggiori difetti per dargli migliore esempio, per apprendere ad avere coraggio. Sí. È questo!

Essere madre o padre è il più grande atto di coraggio che si possa fare, perché significa esporsi ad un altro tipo di dolore, il dolore dell’incertezza di stare agendo correttamente e della paura di perdere qualcuno tanto amato.

Perdere? Come? Non è nostro. È stato solo un prestito. Il più grande e meraviglioso prestito, siccome i figli sono nostri solamente quando non possono prendersi cura di sè stessi. Dopo appartengono alla vita, al destino e alle loro proprie famiglie.

Dio benedica sempre i nostri figli, perché a noi ci ha benedetto già con loro“.

(Josè Saramago)

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2001

2001 Odissea nello spazio è Dio, il mondo e Nietzsche. Ma anche nulla di tutto questo – huffingtonpost.it – 31/03/2018

[…] “Ciascuno è libero di fare tutte le speculazioni che vuole sul significato filosofico e allegorico del film”, disse Stanley Kubrick in un’intervista con “Playboy”, una delle poche volte in cui ne parlò. L’intervistatore, Eric Norden, gli aveva sottoposto l’ipotesi che il suo fosse “il primo film nietzschiano” della storia, individuando una corrispondenza tra l’avvento del super-uomo profetizzato dallo Zarathustra di Friederich Nietzsche e il figlio delle stelle concepito nell’universo alla fine della sua Odissea. “Non è un messaggio che ho mai inteso comunicare a parole”, risponde il regista: “2001 è una esperienza non verbale”.

[…] “Ho voluto che il film fosse – ha detto il regista – un’esperienza intensamente soggettiva, capace di raggiungere lo spettatore a un livello di consapevolezza interna, proprio come fa la musica: ‘spiegare’ una sinfonia di Beethoven equivarrebbe a infiacchirla, erigendo una barriera artificiale tra concetto e comprensione”.[…]