Visto che si parla di vaccini (e case farmaceutiche), ricordiamoci un uomo


Albert Sabin ed il senso della vita

Una delle più terribili malattie che minacciavano i bambini era la poliomielite o paralisi infantile. ” Era” perché oggi è stata vinta. La poliomielite si scatenava in tutto il mondo, ma specialmente negli Stati Uniti; ne era stato colpito da piccolo anche il Presidente Roosvelt e per questo aveva istituito la ” Fondazione Nazionale per la Paralisi Infantile” sempre pronta a mettere grosse somme a disposizione degli scienziati che lottavano contro la polio. Dopo tanti anni di ansia, ecco una prima vittoria. Nel 1955 il Dr. Jonas E. Salk scoprì un vaccino contro la paralisi infantile. Si trattava di tre iniezioni e vennero praticate a milioni di bambini in tutto il mondo. E ne salvarono tanti, ma non tutti perché erano iniezioni preventive e non curative.

Nel 1906 era nato a Byalistok, un villaggio della Polonia, Albert Sabin. Già sogna di poter studiare medicina. Un giorno, lo colpisce profondamente la frase di un libro che il maestro legge in classe : “Non cercate altro premio o una grande ricompensa su questa terra se non la gioia spirituale che possiede solo chi sa donare”. Albert non la dimenticherà più. Del resto ha già deciso di donare tutte le sue forze per il benessere dell’umanità. Sono passati una trentina di anni; Albert si é trasferito in America, si é laureato in medicina e pratica la pediatria. Cerca di curare anche i piccoli colpiti dalla poliomielite, ma ben poco si può fare… Ogni volta che vede un bambino paralizzato da quel male, sente il cuore stringersi come in una morsa di ferro. E allora decide di dare la caccia ai virus della polio. E’ una lunga, difficile, caccia.
Passano gli anni, ma Sabin non si arrende e non perde la speranza. Ora lavora all’Università dell’ Ohio. Quando Salk pratica le prime iniezioni, ha già scoperto un vaccino ( poche gocce da mangiare su una zolletta di zucchero); lo ha provato su uno scimpanzé, su sé stesso, su altri volontari adulti. Ma bisogna provarlo sui bambini. ” Ci sono le mie piccole Deborah e Amy” e Sabin sperimenta il vaccino sulle figlie, nel 1957. Sì la poliomielite é vinta; Sabin l’ha vinta completamente: il suo é un vaccino curativo. Ha lavorato tanto, ma é arrivato alla meta ed ha rifiutato di brevettare il vaccino, non ha voluto guadagnare sulle vendite; ha regalato la sua grande scoperta ai bambini del mondo. Ne é felice; continua a studiare per vincere altri morbi, continua a dar la caccia ai virus.Per riposarsi, cura il giardino: ” I fiori” dice ” mi ricordano i bambini per cui ho speso tutta la mia vita”. Qui di seguito, una riflessione del grande albert Sabin, che riassume la sua bellissima visione della vita:

“La giovinezza non è un periodo della vita, è uno stato d’animo, che consiste una certa forma della volontà. In una disposizione dell’immaginazione, in una forza emotiva nel prevalere dell’audacia sulla timidezza, della sete dell’avventura, sull’amore per le comodità. Non si invecchia per il semplice fatto di aver vissuto un certo numero di anni, ma solo quando si abbandonano i propri ideali. Se gli anni tracciano i loro solchi sul corpo, le rinunce all’entusiasmo li traccia sull’anima. Essere giovane significa conservare a sessanta, a settant’anni, l’amore del meraviglioso, lo stupore per le cose sfavillanti e i pensieri luminosi, le sfide intrepide lanciate agli avvenimenti, il desiderio insaziabile del fanciullo per tutto ciò che è nuovo, il senso del lato piacevole e lieto dell’esistenza. Resterete giovani finché il vostro cuore saprà riceve i messaggi di bellezza, di audacia, di coraggio, di grandezza, di forza che vi giungono dalla terra da un uomo o dall’infinito. Quando tutte le fibre del vostro cuore saranno spezzate e su di esso si saranno accumulate le nevi del pessimismo e il ghiaccio del cinismo è solo allora che diverrete vecchi e possa Iddio aver pietà della vostra anima. ” (Albert Sabin)

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