Petrolio in Louisiana


Dal sito: No all’Abruzzo petrolizzato dalla California di Maria Rita D’Orsogna (1 maggio 2010)

Oil spill changes everything

Da CNN, le parole di Micheal Brune – direttore del Sierra Club. Gli americani, cosi’ semplici nel parlare, cosi chiari:

Il disastro ambientale che affligge il golfo del Messico e gli stati costieri mette in primo piano il nostro bisogno disperato di una economia basata sulle energie pulite.

Siamo soddisfatti che l’amministazione Obama ora dice che sospendera’ tutte le attivita’ di trivellamento durante l’opera investigativa per capire come l’esplosione sia potuta accadere, ma non deve esserci alcuna ombra di dubbio che questo danneggera’ le nostre coste e le persone che li vivono.

Decidere di temporaneamente fermare l’opera di trivellamento e’ importante ma non e’ sufficiente.

C’E’ BISOGNO DI FERMARE LE ESTRAZIONI DI PETROLIO OFFSHORE PER SEMPRE, ADESSO.

E poi, abbiamo bisogno di un piano aggressivo per eliminare fonti di energia fossile nei prossimi due decenni.

Il pozzo della British Petroleum che e’ esploso in Louisiana avrebbe dovuto essere allo stato dell’arte. Siamo stati rassicurati innumerevoli volte che le centinaia di pozzi di petrolio lungo le nostre coste sono assolutamente sicuri. Ora invece abbiamo visto i lavoratori morire tragicamente. Abbiamo visto il nostro oceano illuminato a giorno dal fuoco, e ora stiamo assistendo impotenti alle tonnellate di galloni di petrolio tossico lentamente arrivare alle paludi e agli habitat naturali degli animali.

Il pozzo tira fuori 210,000 galloni di petrolio al giorno (800,000 litri), distruggendo la vita acquatica e mettendo a soqquadro le coste della Louisiana e del Mississippi. E mentre la macchia si spande su migliaia e migliaia di miglie quadrate dell’oceano, lentamente sta diventando il peggior disastro ambientale della storia americana., peggio della Exxon-Valdez del 1989. Il pozzo e’ a 5,000 piedi sott’acqua (circa 2km) e ci vorranno settimane o mesi per fermarlo.

Questo disastro potrebbe succedere, sfortunatamente, per qualunque delle piattaforme petrolifere delle nostre coste, in qualsiasi momento. Potrebbe anche succedere nelle localita’ atlantiche che l’industria petrolifera intende aprire lungo le coste dell’Atlantico.

E anche prima di questo disastro ambientale, l’industria del gas e del petrolio aveva gia’ devastato la laguna delle Bayou della Louisiana nel corso degli scorsi 25 anni. Queste operazioni di trivellamento hanno causato alla Louisiana la perdita di 25 miglia quadrate (circa 50 chilometri quadrati) di paludi ogni anno. Queste sono barriere naturali contro alluvioni e tempeste.

E non sono solo i costi ambientali del petrolio di cui preoccuoarci con le trivelle offshore. I danni alle persone che lavorano su queste installazioni sono diventati terribilmente chiari. Infatti, piu’ di 500 incendi sulle piattaforme del Golfo del Messico hanno ferito o ucciso dozzine di lavoratori nei solo quattro anni scorsi, secondo il Minerals Management Service federale.

NON DOBBIAMO PAGARE QUESTO PREZZO PER L’ENERGIA. Abbiamo una moltitudine di soluzioni per l’energia alternativa che alla fine, rimpiazzeranno le fonti energetiche sporche e di combustibili fossili e che creeranno lavori buoni, sicuri e che ridaranno vigore alla nostra economia.

Un buon esempio e’ partito Giovedi, quando l’amministrazione Obama ha approvato il nostro primo parco eolico marino.

Il nostro paese ha enormi potenziali per l’energia solare. Potremmo risparmiare piu’ petrolio anche con l’uso di migliori misure di efficenza piuttosto che con il trivellare nuovi pozzi.

Questo riversamento di petrolio cambia tutto. Siamo arrivati al fondo del barile nella nostra dipendenza da fonti fossili. Questa tragedia dovrebbe essere un campanello d’allarme.

E’ il tempo di buttare via e per sempre le estrazioni di petrolio a mare.

[http://cnn.com/video/?/video/us/2010/05/01/nr.ott.oil.debate.cnn]

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