GOGOL, Simona Vicari – senatrice della repubblica e i nuovi mostri


Dal sito No all’Abruzzo petrolizzato di Maria Rita D’Orsogna

Royalties per petrolio pesante e amaro, quello che abbiamo in Italia. L’Italia non ci entra nella tabella. Da noi le royalties sono del 4% in mare e del 10% su terraferma. La tabella viene da un gruppo che elabora dati per l’Economist.

Simona Vicari, senatrice della repubblica

Simona Vicari e’ una senatrice della repubblica del PdL, laureata in architettura che circa un mese fa ha fatto un intervento presso il Senato sulle royalties italiane, a nome della commissione industria del senato. Il tema era l’aumento delle royalties del petrolio in Italia.
La Vicari ci da una lezione di “filosofia economica” parlando di petrolio in Italia. Ci dice che le royalties costituiscono uno dei principali parametri che permettono di stimare la redditivita’ di un investimento, e di conseguenza ne determinano l’eventuale realizzazione.

Per questo gli stati le mantengono basse se il rischio minerario e’ elevato o intendono attirare gli investimenti in tali attivita’, mentre sono piu’ alte se il rischio e’ minore oppure non si vogliono promuovere gli investimenti.

In Italia abbiamo delle royalties bassissime – questo e’ innegabile. E allora cosa vuol dire l’architetto Vicari?

Secondo le sue parole potrebbe anche essere che il rischio minerario e’ elevato. Ma il rischio di cosa e’ alto? Ambientale? Per le popolazioni? Perche’ sottoterra c’e’ lo schifo? O perche’ sopra c’era quello che un tempo era considerato il giardino d’Europa? O un po di tutto…

Poi dice

Basti qui pensare ai dati forniti dal Presidente De Scalzi nel corso del suo intervento introduttivo da cui emergono chiaramente le potenzialita’ di un settore che, fino ad ora, non e’ stato pienamente sviluppato a causa dei vincoli burocratici e di tutti quei lacci e laccioli che hanno progressivamente allungato, in misura ormai inaccettabile per le imprese, i tempi per ottenere le autorizzazioni alle attivita’ di ricerca e di estrazione.

Ora De Scalzi e’ il prediente di Assomineraria. Cosa vuole dire il De Scalzi? E’ un petroliere!! L’architetto Vicari dimentica che l’Italia e’ popolata da cima a fondo, che l’Italia non e’ un deserto come l’Arabia Saudita, che l’Italia ha del petrolio scadente. I lacci e laccioli di cui l’architetto Vicari parla non sono ovviamente serviti a salvare la martoriata Basilicata.

Vogliamo esportare quel modello nel resto d’Italia, invece che chiedere scusa alla Basilicata e ridarle un territorio migliore? In Lucania la produzione agricola e’ dimezzata da quando c’e’ petrolio, la gente trova idrocarburi nel miele, emigrano, si ammalano, mele, fagioli e uva vicino alla Val D’Agri non si possono piu’ mangiare, lo sa questo Mrs Vicari? l’ENI gli ha inquinato le falde idriche, lo sa questo Mrs. Vicari, o parla tanto per parlare?

Tutto questo ha progressivamente sfiduciato, me ne rendo conto, gli operatori del settore che si trovano ormai ad un bivio se continuare a investire nel nostro Paese o se indirizzare le proprie risorse verso altre opportunita, magari in altri Paesi.

E quali altri paesi? La Libia dove le royalties sono quasi del 90%? O In Norvegia 80%? O in Alsaka, 60%? O in Canada, 50%? Certo, non sara’ mai De Scalzi a dirglielo alla Vicari! E cosa vogliamo fare, dare fiducia ai petrolieri e toglierla agli alberganti? Ai contadini? Ai turisti?

PETROLIO E VITA SANA NON SONO COMPATIBILI, MIA CARA.

Per questo ritengo che l’Italia non possa permettersi di perdere quest’ultimo treno e che il Parlamento dovra pertanto lavorare nella direzione di una riforma semplificatrice, sulla scia di quanto gia’ avvenuto, con questo governo, con la legge n. 99/09, in modo da dare nuova fiducia e sbloccare finalmente i tanti investimenti nei quali, ne sono convinta, molti imprenditori ancora credono.

E si certo, cosi possiamo trivellare dentro i parchi, vicino agli ospedali, a riva, vicino alle case, fra i campi del Montepulciano, piu’ facilmente, come se niente fosse e come se l’opinione delle persone non contasse niente. Una cosa vergognosa. Pensi piuttosto al treno del turismo, del sapere, dell’informazione, dell’economia verde e del solare che abbiamo gia’ perso e che sono di gran lunga piu’ importanti dell’accontentare le lobby di De Scalzi e compari.

Sono quindi qui oggi per assicurarvi il mio impegno personale e mi aspetto, proprio da voi e dalla vostra esperienza, quelle indicazioni sulle priorita’ e sulle esigenze che dovranno trovare spazio in una iniziativa legislativa di questa maggioranza di governo.

E certo, e perche’ l’architetto Vicari non e’ venuta a parlare con gli abruzzesi, coi lucani, coi chioggiotti, e con tutti quelli che il petrolio non ce lo vogliono fra le loro case? Perche’ non lo mettiamo dentro casa sua un pozzo di petrolio con raffineria annessa?

In particolare, ritengo che un intervento riformatore dovrebbe articolarsi lungo tre direttrici principali:

1)una semplificazione complessiva delle attuali procedure autorizzative;

2)una rivisitazione del sistema dei prelievi fiscali che gravano sulle attivita’ upstream, con una contestuale ridefinizione degli attuali meccanismi di redistribuzione dei ricavi delle royalties sui territori coinvolti;

3)l’affidamento delle competenze autorizzative e di controllo ad una apposita agenzia.

E poi segue con un sacco di blabla sul fatto che dimuniamo le royalties, i controlli, la partecipazione popolare, pero’ e’ tutto fatto con le migliori intenzioni perche’ si vogliono rafforzare gli imprenditori seri che intendono avviare la loro attivita’ nel rispetto della normativa ambientale e dei parametri e degli standard di sicurezza io ne devo ancora trovare uno di petrolieri che rispecchi queste caratteristiche! Ma l’architetto Vicari c’e’ mai stata in Basilicata? Lo sa che li muoiono? Credo di no. Dice che questo portera’ alla realizzazione di numerosissimi investimenti di dimensioni medie, dal forte valore occupazionale, la cui operativita’ spesso si e’ bloccata nelle sabbie mobili dei diversi livelli di governo chiamati a fornire le proprie autorizzazioni.

Numerosissimi!! proprio come in Lucania, dove dal petrolio si e’ passati ad altri petrolio, scorie e centrali nucleari e monnezza di vario genere. Secondo lei bisogna torgliere tutti i controlli, autorizzazioni , iter burocratici, e lasciamoli solo per tutti quei casi di maggiore delicatezza in cui e’ necessario un controllo a monte da parte delle autorita’ di sicurezza preposte sulle attivita’ che si intendono avviare.

E quali sarebbero quelle piu’ delicate? Quelle meno delicate? Come gia’ detto si vuole trivellare l’Italia in lungo e in largo. Forse che certi parchi contano di piu’ che altri? Certi mari sono piu’ belli di certi altri? Certe persone sono piu’ persone di altri? Il rischio sismico e’ piu’ importante delle colture di uva? O viceversa?

L’archiettetto Vicari propone:

l’autorizzazione unica, sia per quanto riguarda i tempi certi stabiliti per il rilascio delle autorizzazioni per la realizzazione di opere infrastrutturali energetiche ritenute strategiche.

Unica di che? E aggiunge:

Gli stati che derivano la maggior parte delle proprie entrate di bilancio dalla produzione di idrocarburi (area del Golfo Persico, Venezuela) tendono a fissare le royalties, o piu’ in generale la fiscalita’ petrolifera, comunque essa sia strutturata, ai massimi livelli.

Cio’ sembrerebbe ovvio considerata l’ampia disponibilita’ di risorse petrolifere o di gas e il limitato rischio minerario, ma livelli eccessivi possono costituire una barriera all’apporto dei capitali necessari per eseguire le attivita’ di ricerca e produzione, privilegiando cosi’ le nazioni con fiscalita’ minor rispetto alle altre.

Ma cosa dice??? NOI NON SIAMO L’ARABIA SAUDITA!!!! Non possiamo e non vogliamo competere con loro per attrarre capitali petroliferi!!!

E’ stato ricordato dal Presidente che alcuni Paesi europei come l’Inghilterra, la Danimarca e la Norvegia, non applicano delle royalties sulle attivita’ estrattive.

Non e’ vero. Di nuovo, cosa vuole che dica De Scalzi? Io so solo che la tabella lassu’ l’ha messa su l’Economist. In Norvegia l’80% del ricavato del petrolio va al governo!!!

L’Italia, ha conservato un meccanismo che vede dei livelli percentuali tra i piu’ alti in Europa in rapporto ai rischi minerari che si corrono.

Ricordo che furono gli ampi ritrovamenti di metano nella Valle Padana e in seguito nell’offshore ravennate nel periodo 1950-1970, uniti alla legislazione e alla fiscalita; favorevole, a fornire l’energia a basso prezzo per la ricostruzione postbellica e il boom industriale dell’Italia di quegli anni.

Si, e intanto il Polesine e’ sprofondato, e a Ravenna ancora adesso ne pagano le conseguenze di quelle estrazioni di gas, cone le chiese allagate per la subsidenza. Ma se le estrazioni di metano si sono fermate per la subsidenza indotta!! E poi, la ricostruzione postbellica l’ha pagata qualcun altro, e non e’ stata certo l’ENI. Mai sentito parlare di Piano Marshall?

Dal 1995 la produzione nazionale complessiva di idrocarburi, e in particolare di gas naturale, risulta in calo e royalties inaccessibili renderebbero poco attraente, in quanto non conveniente, la ricerca di idrocarburi, che pur fa risparmiare l’importazione di petrolio e di gas per le quantita’ ritrovate; allontanerebbe le societa’ straniere con il loro apporto di capitali; farebbe diminuire il lavoro sia nell’secuzione delle ricerche di idrocarburi sia nei progetti di realizzazione, in particolare nell’indotto (cantieri di costruzione, etc.); limiterebbe lo sviluppo della conoscenza scientifica e del relativo know how.

Mi sto facendo due risate. In Italia abbiamo il piu grande giacimento di petrolio d’Europa, in Basilicata. Produce solo il 6% del fabbisogno nazionale. Il resto lo importiamo. Per di piu’ la maggior parte del petrolio lucano finisce all’estero, viene raffinato in parte a Viggiano epoi spedito a Taranto ed esportato. A guadagno dell’ENI e non dell’Italia, cara senatrice.
Infine, le ditte straniere vengono in Italia solo ed esclusivamente perche’ qui costa poco, e’ facile fare disastri e non pagarne le conseguenze.

Per questo, una riforma coraggiosa dovrebbe orientarsi verso un ripensamento, semmai verso il basso del regime delle royalties. In quest’ottica ritengo sia necessario aumentare la percentuale di risorse a disposizione dei comuni interessati in modo tale da far percepire con immediatezza, ai cittadini residenti nel territorio in cui si svolge l’attivita’ estrattiva, i benefici economici che derivano alla comunita’ locale.

Non vi sembra la fotocopia di quanto promesso da Mauro Febbo a Gennaio 2009? Diamo quattro spiccioli in piu’ agli Abruzzesi, e staranno zitti. Oppure quello che diceva Alfredo Castiglione, mettiamo una tassa di 50 euro ad ettaro. Oppure quello che vogliono fare a Bomba, un po di gas gratis – 6 euro a famiglia l’anno!!!!

Mi rendo conto che gli obiettivi appena delineati sono particolarmente ambiziosi e dovranno sicuramente fare i conti, tra l’altro, con l’attuale assetto costituzionale che, a seguito della riforma del titolo V, vede le regioni italiane particolarmente gelose delle proprie competenze in materia energetica.

Signora, non siamo gelosi di niente. Siamo innamorati del territorio e non vogliamo permettere a De Scalzi e ai suoi compari di venire a distruggere tutto quello che c’e’ da distruggere con i loro pozzi, centri oli in terra e in mare, i loro inganni, le loro bugie.

Se lo faccia lei un pozzo dietro casa – con il pessimo petrolio italiano, puzzolente e sporco, e poi ci venga a riferire nelle piazze d’Abruzzo e non dentro ai palazzi romani.

Lo dico con la convinzione di chi, eletta in una regione come la Sicilia, vede tutti i giorni quali sono, i danni derivanti dalla perdita di opportunita’ di sviluppo del proprio territorio. Come e’ stato detto nella mia regione vi e’ 1 miliardo di euro di investimenti che potrebbero essere sbloccati. Per questo spero che tutti insieme potremo contribuire ad una nuova prospettiva di crescita e sviluppo per il vostro settore nell’interesse delle regioni che nel proprio territorio racchiudono ricchezze ancora inesplorate e che sono sicuramente un valore aggiunto per tutto il nostro paese.

E i danni che ha portato l’ENI ad Augusta, Gela, Melilli, Siracusa, quelli non li vede? I malati, i bimbi deformi, quelli non contano niente? E allora trivelliamo Pantelleria, le Egadi, la Val di Noto???

E’ agghiacciante il finale della signora e sa di propaganda della Germania che fu, e che si rivolge ai giovani:

Da ultimo, prima di concludere il mio intervento, volevo richiamare la vostra attenzione sull’importanza di rafforzare i processi comunicativi sulle opportunita’ di sviluppo che le attivita’ di ricerca e di estrazione possono fornire alle aree ove queste attivita’ si svolgono.

Di nuovo, io le consiglio solo di andare in Basilicata. Ci scommetto che lei a Viggiano non c’e’ mai stata e che non sa nemmeno dov’e’. Lo rafforzi li il processo comunicativo e lo spieghi a loro che significa avere il petrolio vicino agli ospedali e dentro le falde idriche e nel cibo.

Dico questo perche’ in un mondo dove l’informazione e globalizzata e viaggia “alla velocita’ della luce” attraverso strumenti come internet, bisogna evitare il diffondersi di strumentalizzazioni e di informazioni distorte che vengono diffuse da coloro che avversano i processi di sviluppo e di modernizzazione di intere parti del Paese.

Si riferisce a noi? Chissa’.

Auspico, infine, che questa campagna informativa di sensibilizzazione e comunicazione possa presto partire rivolgendosi in primis proprio alle giovani generazioni attraverso un ampio coinvolgimento delle scuole di ogni ordine e grado.

Ma internet, mia cara Simona Vicari e’ molto piu’ intelligente delle sue assurde proposte ed idee.
Lo sa che

Lei ha visto cosa e’ successo in Louisiana?Basta fare Google, o se le piace di piu’ ” target=”_blank”>Gogol.

Fonti: Vicari web site

Posted by maria rita at 12:50 PM

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...