Aldo Brancher, il Primo Greganti del Berlusca


dalla tonaca al biscione

Quando Brancher si chiamava don Aldo, prete della pubblicita’ – dal Corriere della Sera 23 giugno 1993

Imputato? Per Brancher s’inventano un inutile ministero – da NET1NEWS

Arriva il fantomatico Ministero per l’attuazione del federalismo che verrà guidato da Aldo Brancher, storico punto di collegamento tra Lega e PDL. Sarà un ministero senza portafoglio ma gravante sul bilancio. Per altro completamente inutile, visto che di federalismo già ne discutono Bossi e Calderoli (lo so, sembra una barzelletta, ma è così) col ministro dei rapporti con le regioni Fitto (già rinviato a giudizio nel dicembre 2009 per abuso d’ufficio, due episodi di corruzione, finanziamento illecito ai partiti e peculato viste anche le vicende riguardanti il “Barigate” di Tarantini & Co). Poi vai a scartabellare tra le prossime udienze del tribunale di Milano e che nome ci trovi? Aldo Brancher. Quando? Il 26 giugno. Perchè? Il suo nome è legato all’inchiesta sulla scalata di Antonveneta ed è imputato per appropriazione indebita. Quindi? Quindi il nuovo (inutile) ministro potrà opporre alla chiamata del tribunale il famigerato “legittimo impedimento” perchè avrà sicuramente “impegni istituzionali”.


L’ammissione di Fiorani negli interrogatori del fine settimana: il sottosegretario ci indicava i politici da finanziare

“E’ Brancher il nostro uomo a Roma” – articolo La Repubblica 20/12/2005

[…] Il principale riguarda la figura di Aldo Brancher: uomo di fiducia di Silvio Berlusconi, sottosegretario alle Riforme, ufficiale di collegamento tra Forza Italia e la Lega Nord. A carico di Brancher erano emersi una serie di affidamenti da parte della Banca Popolare di Lodi: per un totale di 400 mila euro, 300 mila dei quali provenienti dal conto privilegiato intestato a sua moglie Luana Maniezzo. Nel suo interrogatorio, Gianpiero Fiorani ha fornito un elemento che potrebbe spiegare il perché di tanta generosità: era Brancher il misterioso “personaggio romano” che – secondo la testimonianza del manager Donato Patrini – indicava i politici che la Popolare di Lodi doveva finanziare. […]

Inchiesta politici-Antonveneta stretta su Brancher e Calderoli – La Repubblica — 16 giugno 2009

Si stringe il cerchio intorno a Roberto Calderoli e a Aldo Brancher peri presunti versamenti in contanti ricevuti da Gianpiero Fiorani. La procura di Milano ha chiuso le indagini ipotizzando a carico dell’ attuale sottosegretario di Stato alla presidenza del consiglio, Aldo Brancher, allora sottosegretario alle Riforme istituzionali e storico “ufficiale di collegamento” tra Forza Italia (il suo partito) e la Lega, l’ accusa di appropriazione indebita e per Calderoli, ai tempi ministro delle Riforme istituzionali e oggi ministro per la Semplificazione, quella di ricettazione. Ora i pm dovranno decidere tra l’ archiviazione e il rinvio a giudizio. Sono due gli episodi contestati a Calderoli, interrogato di recente, in base alle dichiarazioni dell’ ex amministratore delegato della Popolare di Lodi, Gianpiero Fiorani e di uno dei suoi più stretti collaboratori Donato Patrini, ai tempi Regional manager della Toscana. Il primo avviene nel 2000, quando Fiorani interviene per “convincere” la Lega a sostenere il candidato di Forza Italia, Ernesto Capra alle elezioni del comune di Lodi. «Fiorani spiega Patrini nel verbale del 10 gennaio 2006 – d’ accordo con Brancher, mi diede disposizioni di provvedere ad istruire pratiche di fido. Preciso, però, che il fido di 150 milioni di vecchie lire al Calderoli non fu erogato in quanto il Brancher comunicò al Fiorani che il Calderoli preferiva contanti. Dopo alcuni giorni andai, verso marzo e aprile 2000, su incarico di Fiorani da Spinelli (funzionario di Bpl, ndr) a ritirare una busta e con quella, accompagnato da un autista, di cui non ricordo il nome, la portai al Brancher che mi attendeva all’ autogrill di San Donato Milanese. In quell’ occasione consegnai la busta al Brancher il quale senza scendere dalla sua autovettura la prese salutandomi». Il secondo episodio avviene tra febbraio e marzo del 2005 e lo racconta Fiorani nel verbale del 19 giugno 2007 reso ai pm di Lodi. «Brancher nel corso di un incontro a Roma, mi aveva detto che lui e Calderoli avevano bisogno della somma di 200 mila euro per le spese della campagna elettorale». Fiorani fa preparare i contanti sempre a Spinelli. «Brancher – prosegue Fiorani mi comunicò la data in cui lui e Calderoli sarebbero stati a Lodi per un convegno. Nella tarda mattinata del giorno comunicatomi dal Brancher, lui e il Calderoli si sono presentati nel mio ufficio. Spinelli che io avevo preavvertito era anche lui nei pressi del mio ufficio con una busta gialla contenente la somma di 200mila euro. Quindi vi è stato un dialogo tra me Spinelli e Brancher nel corso del quale Spinelli ha consegnato la busta a Brancher senza dire nulla al riguardo. Ricevuta la busta, Brancher ha raggiunto Calderoli che si trovava in un’ altra sala. Non ho assistito alla divisione della somma tra di loro ma ho potuto notare che il Calderoli era visibilmente entusiasta, tenendo in seguito un accalorato discorso in favore di Bpl». Nell’ ambito della stessa vicenda, inoltre, dieci giorni fa è stata interrogata dal pm Eugenio Fusco, Luana Maniezzo, la compagna di Brancher per gli ingenti affidamenti che le aveva concesso l’ ex Popolare di Lodi. – WALTER GALBIATI EMILIO RANDACIO

Brancher: “Legittimo impedimento? Avrò abbastanza da fare ” – da La Stampa del 20 giugno 2010

E adesso arriva Brancher,l’ultimo della cricca – da L’AnteFatto del 19/6/2010

One thought on “Aldo Brancher, il Primo Greganti del Berlusca

  1. Guarda un pò chi ho trovato in prima pagina…

    http://www.ilfattoquotidiano.it/

    Il ministro Brancher chiede il legittimo impedimento per l’imputato Brancher
    Come volevasi dimostrare: prima ancora di capire quali siano i suoi compiti, il ministro Brancher ha capito quali siano i privilegi della casta

    Neanche il tempo di scegliere il nome per il suo dicastero (attuazione del federalismo o sussidiarietà e decentramento?) e il neo ministro Aldo Brancher ha svelato il motivo per cui è stato nominato. Questa mattina l’avvocato Piermaria Corso, difensore di Brancher, ha depositato un’istanza in cui chiede che venga applicata la legge sul legittimo impedimento nei confronti del suo assistito, in vista dell’udienza del processo in cui Brancher e’ accusato di appropriazione indebita per il ‘caso’ Antonveneta.

    L’udienza è in programma sabato davanti al giudice monocratico della V Sezione Penale del tribunale di Milano. L’avvocato Corso chiede che il processo venga rinviato in applicazione della normativa che prevede la possibilità di ‘congelare’ i procedimenti che riguardano le più alte cariche dello Stato e i ministri. A questo punto è probabile che i giudici stralcino la posizione del ministro e proseguano il processo per la moglie, anch’essa imputata. […]

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