Nuovo merito creditizio – sfide e prospettive


Presentazione

Con l’attuale implementazione di tipo statistico/automatico di Basilea 2 è ormai a tutti evidente che i rating del 2010 sono condannati al deterioramento e che, con  la congiuntura che riparte con lentezza, è assai improbabile  che si assista a significativi miglioramenti nel 2011.

I rating prodotti nel corso del 2010 risentono  dei cattivi bilanci 2009 (i peggiori di sempre) e, in molti casi, di linee di credito maggiormente utilizzate. Ciò comporta:

­  – politiche commerciali più prudenti e, quindi, minori quantità offerte;

­ –  pratiche creditizie più rischiose assoggettate ad analisi presso le sedi centrali e, di conseguenza,  tempi di risposta  più lunghi;

­  – spread più elevati.

In un recente convegno svoltosi in una delle zone più colpite dalla crisi (Brescia), al quale abbiamo preso parte come relatori, sono emersi i seguenti cambiamenti nell’accesso al credito:

DAL LATO DELL’IMPRESA
  • aumento della tensione finanziaria (minori ricavi, tempi di incasso più lunghi, minore disponibilità ad ottenere dilazioni di pagamento dai fornitori)
  • esigenze di rinegoziazione (nei tempi e nelle condizioni) dello stock di debito bancario pregresso
  • estremo bisogno di sostegno finanziario per il completamento di progetti in fase di realizzazione
  • svalutazione delle garanzie reali (pertinenti, soprattutto, a immobili)
DAL LATO DELLA BANCA
  • disorientamento con riguardo a criteri e processi decisionali per valutare le richieste di allungamento della scadenza del debito
  • disponibilità a concedere nuovi finanziamenti subordinatamente al rilascio di garanzie
  • molta cautela a concedere l’anticipo su fatture a seguito dell’aumento degli insoluti e dei ritardi negli incassi
  • insistente richiesta di garanzie personali
  • difficoltà a individuare e definire gli interventi sufficienti per migliorare il merito di credito dell’impresa
  • richiesta di informazioni prospettiche (budget, business plan)
  • verifiche approfondite (aggiornamento delle perizie su immobili portati in garanzia, richiesta di nuove e ulteriori coperture assicurative su crediti e cespiti, analisi dei flussi di cassa, valutazioni più puntuali di crediti, magazzino e beni immateriali)
  • condizioni più restrittive

I lavori del convegno sono pervenuti alle seguenti conclusioni:

1)         le banche non possono o non vogliono esporsi nell’indicare alle imprese criteri e informazioni per poter accedere al credito e intendono mantenere una grande/totale discrezionalità nel valutare in modo specifico ogni singola situazione;

2)         le imprese non hanno ancora metabolizzato i cambiamenti avvenuti nel mercato del credito in questi ultimi anni e non sanno come supportare le nuove richieste di sostegno finanziario.

È in questo contesto che si collocano due appelli alle banche, che ci hanno molto colpito.

Il primo appello è del Presidente Marcegaglia, nel corso  dell’Assemblea di Confindustria svoltasi il 27 maggio 2010: «Troppe imprese hanno sofferto, soffrono e continueranno a soffrire senza credito. Perciò, in un momento difficile come questo . . . . state vicine alle imprese, quelle che rischiano, creano innovazione, combattono ogni giorno sui mercati. Non possiamo perdere questo immenso patrimonio di conoscenze, di progettualità, di saper fare, che rappresenta la vera ricchezza del Paese».

Il secondo appello è del Governatore Draghi, nel corso dell’Assemblea di Banca d’Italia svoltasi il 31 maggio 2010: «Le grandi banche si giudicano anche da come organizzano l’attività sul territorio: mantenere, valorizzare il rapporto con l’economia locale significa utilizzare nella valutazione del cliente conoscenze accumulate nel corso di anni, ben più accurate di quelle desumibili da modelli quantitativi; significa saper discernere l’impresa meritevole anche quando i dati non sono a suo favore; significa saper fare il banchiere».

È tutto ciò che ci ha convinti a dar vita al presente libro. Si intitola “Nuovo merito creditizio” ed è diviso in tre parti:

­•   environment di riferimento;

­•   soluzioni operative per il merito creditizio;

­•   sfide e prospettive per imprese, confidi, banche e professionisti.

Per le imprese, le sfide possono così riassumersi: massimizzare il capitale intellettuale, rafforzare la presenza all’estero tramite distretti e reti di imprese, puntare sull’innovazione, investire sui giovani, eliminare le fragilità, arrivare preparati alla negoziazione con le banche, percorrere tutte le strade possibili per finanziare le imprese. Le due parole chiave per uscire dalla crisi sono: sviluppo e sussidiarietà.

Per le banche, avendo presente che nel primo trimestre del 2010 il rapporto tra le nuove sofferenze e il totale dei finanziamenti si è attestato al 2% e che le perdite su crediti dei primi cinque gruppi bancari hanno eroso  oltre il 50% del risultato di gestione,  le sfide si collocano in un ambiente di stress test sulla patrimonializzazione in attesa di Basilea 3, che rende vincolante il perseguimento di una sana e prudente gestione.  Si tratta, in sintesi, di correggere la pratica elettronica di fido su cui poggia la costruzione dei rating “di prima generazione”, sostenere al massimo le imprese capaci di creare valore (che sanno e che sanno fare), supportare le imprese nelle fasi cruciali quali il passaggio generazionale e il miglioramento del rating.

Per i confidi, le sfide sono subordinate, in tanti casi, al completamento del processo di razionalizzazione, all’adozione di modifiche strutturali e operative, nonché al rafforzamento patrimoniale. Fatto tutto questo, occorre riconsiderare il ruolo proprio e quello improprio dei confidi, vale a dire il compromesso tra sostenibilità economica-patrimoniale dei confidi e la loro mission, nonché concepire e far concepire la garanzia quale misura effettiva del merito creditizio.

Per i professionisti, le sfide consistono nello svolgere ancor meglio il ruolo di “ghost cfo” delle PMI. Si tratta di condurre la negoziazione tra banche e imprese disponendo di un’adeguata preparazione. Al riguardo, diventa indispensabile saper leggere anche la Centrale dei Rischi di Banca d’Italia, vale a dire uno strumento molto più importante dei bilanci e delle dichiarazioni dei redditi ai fini della determinazione del rating delle PMI. Un sentito ringraziamento va a Ratinglab per il prezioso CD-ROM allegato al libro, che consente la rielaborazione della Centrale dei Rischi.

Viste le premesse, siamo più che convinti che se, e solo se, i quattro mondi affronteranno le citate sfide secondo la logica della staffetta (ciò che conta è far correre il più velocemente possibile il testimone) emergeranno migliori prospettive per loro e si realizzeranno tanti progetti benefici per il futuro del nostro Paese.

Un’Italia, dove ci sono migliaia di giovani imprenditori, di giovani bancari  e di giovani professionisti desiderosi di  condividere le stesse ambizioni, gli stessi slanci, le stesse sfide,  gli stessi sogni.

A tale idea associamo  una frase tanto cara a Donato Menichella:

«Il futuro nostro, dei nostri figli….sta in noi, in tutti noi».

Francesco Lenoci

Stefano Peola

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