Vergogna mondiale in Costa Rica o bufala internettiana?


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Dal blog “El Dorado” di Maurizio Campisi

Ricevo da qualche giorno sulla mia posta elettronica un mail dal titolo ¨Vergogna mondiale in Costa Rica¨che mostra una serie di foto di persone intente a ¨saccheggiare¨ uova di tartaruga su una spiaggia costaricana, chiedendomi spiegazioni. Vorrei rassicurare ambientalisti ed amanti della natura che la mail é completamente falsa, oltreché datata. Ha cominciato a circolare in internet qui in America Latina all’inizio del 2010, causando lo stesso effetto sconcertante a chi non conosceva i fatti. La veritá é praticamente all’opposto di quello che si vuole fare credere.

Alcune delle foto in questione vennero pubblicate in origine sui giornali locali all’interno di un reportage che informava come decine di volontari stessero lavorando sulle spiagge costaricane per salvare le uova di tartaruga: che poi, in effetti, é quello che stanno facendo le persone nelle fotografie. Si tratta di un piano del governo che vuole salvare le uova delle tartarughe -e non il contrario- coinvolgendo centinaia di ragazzi e le comunitá vicine alle spiagge. Le uova, raccolte nei sacchi che si vedono nelle foto –e vi posso assicurare che non si rompono- vengono trasportate su un’altra spiaggia vicina, richiuse in una buca per poi aspettare che la natura compia il suo ciclo.

Questo per una sola fondamentale ragione: aumentare la percentuale di sopravvivenza delle piccole tartarughe che in condizioni normali é dell’1%. Non solo per la presenza dei predatori, ma per il massiccio numero di testuggini che, muovendosi e scontrandosi, si trasformano in un pericolo per l’incolumitá delle uova che hanno appena depositato.

La spiaggia in questione si chiama Junquillal e si trova in Guanacaste, nel Pacifico nord. Un’altra delle spiagge dove é in atto il programma é Ostional, piú a sud. A fini informativi vi rassicuro che entrambe le spiagge sono sotto la costante protezione di guardie ambientali: ad Ostional, dove sono stato, la loro presenza é costante ed ogni volta che le tartarughe si approssimano il luogo viene chiuso ed é impossibile percorrerlo senza permesso (http://www.costarica-nationalparks.com/ostionalwildliferefuge.html). Insomma, si tratta di una bufala, probabilmente messa in rete da qualche persona con pochi scrupoli e poi ripresa in Italia da chi non é informato. Sulla protezione delle tartarughe marine, sulla pagina della fondazione Keto é spiegata la legislazione costaricana sull’argomento: http://www.fundacionketo.org/tortugas-conservacion.shtml

Se potete, fate girare questa spiegazione ed evitiamo cosí di spargere falsa informazione.

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