Roubini e la tempesta perfetta


Alert da Roubini: 2013, l’anno della “tempesta perfetta” da Wall Street Italia -13 giugno 2011 

New York – I problemi fiscali negli Stati Uniti, il rallentamento della crescita economica cinese, il fardello del debito in Europa e l’economia stagnante del Giappone, potrebbero convergere e portare la “tempesta perfetta” nel 2013, secondo il professore della New York University, Nouriel Roubini, l’economista che predisse con largo anticipo e assoluta precisione la Grande Recessione del 2008-2009.

C’è una possibilità di uno a tre che questi fattori si combinino per impattare duramente la crescita, ha detto Roubini, riporta Bloomberg. Gli altri due possibili sviluppi sono: una crescita anemica ma ok, o uno scenario ottimista, in cui l’economia continuerà inalterata il suo percorso di sviluppo.

“Ci sono già tanti elementi di fragilità”, ha detto. “Il debito pubblico e quello privato stanno aumentando velocemente e questi problemi potrebbero esplodere già dal 2013”. L’alto tasso di disoccupazione, l’aumento dei tassi di interesse, dei prezzi degli alimentari e degli energetici e l’alterazione della supply chain giapponese a causa del terremoto, rischiano di bloccare la ripresa.

Sin dall’inizio di maggio i titoli azionari globali hanno perso più di $3,3 trilioni e secondo Roubini i mercati azionari entro la metà del 2012 inizieranno a calare per una convergenza del rischio verso il 2013.

Preoccupante la situazione del debito negli Stati Uniti, con i tassi di interesse che potrebbero registrare, come in Europa, un forte aumento legato alla possibilità di default, visto che il mercato è sempre più nervoso. Ecco perché ora assume maggiore importanza risolvere il problema del deficit, prima di una “rivolta” del mercato dei bond.

Poco rassicurante la situazione in Europa, con Roubini che consiglia una ristrutturazione del debito della Grecia, dell’Irlanda e del Portogallo. Rimandare il problema equivale a peggiorare la situazione, che potrebbe sfociare sempre in una ristrutturazione, ma con interventi più disordinati e che faranno più male all’economia.

Ma nemmeno la Cina sarebbe immune ai problemi. La crescita sproporzionata degli investimenti non porterebbe che a un ritorno del capitale minore e dunque la possibilità di un brusco rallentamento della crescita.

http://video.cnbc.com/gallery/?video=2044608450

 

 

“La crisi non è finita”  Ed. Feltrinelli pubblicato nel maggio 2010

In breve

“Ciò che abbiamo appena vissuto è solo un assaggio di ciò che verrà.  Le crisi faranno parte del nostro futuro.” Solo traendo i giusti insegnamenti dalle tante esperienze di crisi possiamo fronteggiare l’endemica instabilità dei sistemi finanziari e soprattutto riuscire a immaginare un futuro più stabile per l’economia mondiale.

Il libro

Nel settembre del 2006, dal podio del Fondo monetario internazionale, un professore di economia della New York University ammonì sull’imminente, terribile crack dell’economia mondiale, innescato dalla crisi dei mutui immobiliari americani, dall’oscillazione dei prezzi del petrolio e dalla conseguente crisi di fiducia dei consumatori. All’epoca nessuno diede peso alle sue fosche analisi, ma oggi Nouriel Roubini è riconosciuto come uno degli economisti più autorevoli del mondo, dopo che tutte le sue previsioni si sono puntualmente avverate. In questo libro attesissimo – in contemporanea uscita in più di venti paesi – Roubini svela finalmente in che modo sia riuscito a prevedere prima di altri la crisi in arrivo, evidenzia gli errori da evitare nella fase attuale e indica i passi da compiere per uscirne in modo stabile. Centrale nella sua visione è la convinzione che i disastri economici non siano “cigni neri”: eventi unici e imprevedibili, privi di cause specifiche. Al contrario, i cataclismi finanziari sono antichi quanto il capitalismo stesso e si possono prevedere e riconoscere mettendo a confronto i dati ricavabili dalle diverse realtà geografiche ed epoche storiche. Solo traendo i giusti insegnamenti dalle tante esperienze di crisi, ammonisce Roubini, possiamo fronteggiare l’endemica instabilità dei sistemi finanziari, imparare a prevederne i punti di rottura, circoscrivere i pericoli di contagio globale, e soprattutto riuscire a immaginare un futuro più stabile per l’economia mondiale.

“Nouriel Roubini aveva ragione.” – Paul Krugman, Premio Nobel dell’economia 2008

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