I delfini lo sanno


Studio di un istituto di Milano pubblicato sul New Scientist: comprendono il concetto della vita che se ne va. da Corriere.it

I cetacei comprendono il concetto di morte? Secondo uno studio pubblicato dal New Scientist, basato sull’osservazione di delfini dal naso a bottiglia (tursiopi) al largo della Grecia occidentale, la risposta è affermativa. Questi animali inoltre reagirebbero in maniera diversa a seconda del tipo di decesso, improvviso o conseguente una lunga malattia. L’interpretazione del comportamento di un animale alla morte di un proprio simile, osservata di rado allo stato selvatico, è assai complicata, perché si possono attribuire erroneamente emozioni umane agli animali. Ciò nonostante, molte specie intelligenti e sociali, come gorilla, scimpanzé ed elefanti, hanno mostrato in queste circostanze comportamenti particolari: reazioni che alcuni scienziati hanno interpretato come simili a un lutto. I TURSIOPI GRECILo studio dei tursiopi greci, considerato assieme numerose segnalazioni di cetacei che interagiscono con animali morti, e aggiunto alla scoperta che sono dotati di neuroni specializzati connessi all’empatia e all’intuizione, porta a ipotizzare che questi animali potrebbero avere una reazione complessa, persino sofisticata, alla morte. Joan Gonzalvo, del Tethys Research Institute, un’organizzazione non-profit per lo studio e la tutela dell’ambiente marino con sede a Milano, ha cominciato a studiare la popolazione dei tursiopi del golfo di Amvrakikos, in Grecia, nel 2006. Nel 2007 ha osservato una madre che interagiva con il cucciolo appena morto: sollevava il corpo del piccolo per portarlo in superficie, apparentemente nel tentativo di farlo respirare. «Durante i due giorni di osservazione – afferma Golzalvo – il gesto era ripetuto più e più volte, a volte in maniera frenetica». La madre non si separava mai dal proprio cucciolo, e mentre lo toccava sul muso e sulle pinne pettorali continuava a «chiamarlo». […]

PREPARATI AL DECESSOIl comportamento della madre, ipotizza lo scienziato, potrebbe essere interpretato come il compianto per una morte improvvisa. Un anno più tardi, Gonzalvo ha osservato un branco che accerchiava un piccolo tursiope di 2 o 3 mesi con palesi difficoltà natatorie. L’animale recava segni di decolorante, derivati probabilmente dall’esposizione a pesticidi o dall’inquinamento da metalli pesanti. Questa volta, riporta, «il gruppo appariva stressato e nuotava in maniera confusa. Gli adulti cercavano di aiutare il compagno morente a restare a galla, ma questo continuava ad affondare» Un’ora dopo era morto. Visto l’episodio precedente, Gonzalvo si aspettava che la madre rimanesse accanto al corpo del piccolo. Invece, una volta affondato, il gruppo abbandonò subito l’area. «La mia ipotesi è che all’animale malato siano stati forniti compagnia e supporto. Una volta morto il piccolo, gli altri se ne siano andati perché avevano fatto il loro lavoro. Erano preparati al suo decesso». […]

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Death in dolphins: do they understand they are mortal?  link all’articolo originale da NewScientist Life

Tethys Research Institute: il sito

Photoshow Tethys sui delfini

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Delfini che giocano

Dolphins Blowing Ring Bubbles from Darian on Vimeo.

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