Una patata da fine del mondo


Non stiamo parlando dell’attrice Megan Fox, ma di quello che ha dichiarato possibile l’astrofisica Margherita Hack. La patatona in questione è lunga 350 metri e si muove a 30 km al secondo. Si tratta di un asteroide scoperto nel 2004, si chiama 99942 Apophis e secondo studi recenti si avvicinerà alla Terra il giorno 13 aprile 2036 fino a rappresentare un rischio di collisione stimato con una probabiliità di 1 su 250.000. Per capirci le probabilità di indovinare un 6 al superenalotto sono 1 su 622.614.630.

Margherita Hack: “La fine del mondo non sarà nel 2012, ma forse nel 2036!” Massimiliano Cordeddu. da IlDemocratico.com

Intervista esclusiva all’astrofisica di fama mondiale Margherita Hack:” Nessuna Apocalisse per il 2012, ma un asteroide Near Earth potrebbe colpire la terra nel 2036. Il nome dell’asteroide deriva dal  Dio egiziano Apophis, che significa il “distruttore”. Tranquilli, però, esiste un pianeta abitabile dove è possibile rifugiarci, il quale ha le stesse caratteristiche della Terra, ma per raggiungerlo occorrono circa 2000 anni e un astronave!

Cari lettori per il 21 dicembre 2012 non è prevista alcuna Apocalisse e, se lo dice Margherita Hack, possiamo stare tutti tranquilli, però………

Un serio pericolo per il nostro pianeta ci sarà, ma tra circa 25 anni. Un asteroide denominato 99942 Apophis, nome infausto di un Dio egizio, che significa il distruttore, intercetterà l’ orbita della Terra nel 2036 e, se dovesse cadere sul nostro pianeta, l’impatto stimato potrebbe generare un’energia pari a circa 87o megatoni, ovvero 65.500 volte la bomba atomica di Hiroshima.

Prof.ssa Hack come si può evitare l’impatto con Apophis?

“Gli esperti dell’ Agenzia Spaziale Europea (ESA) sono già al lavoro da anni e stanno studiando il modo per deviare l’asteroide. L’innovativa missione Don Quijote dell’ESA, infatti, intende dimostrare che è possibile deflettere alcuni tipi di asteroidi, utilizzando la tecnica dell’impatto cinetico, ideale secondo la maggior parte dei ricercatori, per il caso in esame di Apophis”.

Ci può illustrare gli altri studi per evitare l’impatto con Apophis?

“Esistono diversi studi e certamente la soluzione più semplice è quella di deviare la traiettoria con una testata nucleare, ma gli asteroidi possono essere formati da materiale incoerente e, nel caso dell’utilizzo di una bomba nel tentativo di neutralizzarli potrebbero invece essere trasformati in uno sciame che colpirebbe ugualmente la Terra. Per ovviare a questo rischio si potrebbe costruire un “trattore gravitazionale” (descritto nei particolari in un articolo sulla rivista Nature), consistente in una astronave teleguidata, la quale posizionandosi sul suolo di  Apophis e, tramite dei getti propulsori potrebbe deviare la rotta dell’asteroide. Questa missione è stimata in circa 12 giorni, per un costo complessivo di circa 300 milioni di dollari”.

Esistono altri pianeti vicini con le stesse caratteristiche della terra?

“Si esiste (ride), ma a 20 anni luce dal nostro pianeta e impiegheremmo circa 2000 anni per raggiungerlo. Si chiama Gliese 581d. Bisognerebbe partire con una nave spaziale e, gli astronauti dovrebbero farsi ibernare fino al raggiungimento del pianeta….ma qui non è più scienza, ma fantascienza”.

APOPHIS. Il concetto di bene e male nell’Antico Egitto. da AnticoEgitto.net

Nehahor, “dal volto ritorto”, era uno degli epiteti di Apophis l’eterno nemico di Ra. Indistruttibile potere del Caos non poteva essere ucciso, in quanto non apparteneva al mondo esistente, ma all’inesistente ed era contemporaneamente senza inizio e senza fine. Lungo 120 cubiti, raffigurato come un serpente gibboso da cui spuntavano lunghi coltelli, fu creato a Esna dalla saliva della dea Neith, considerata il Demiurgo creatore del mondo, nata dalle acque primordiali del caos prendendo conoscenza di sé. Apophis, presente nella creazione, esistendo già nel non – esistente, probabilmente fu cacciato per volere del Demiurgo e dei trenta dei primigeni dal mondo dell’esistenza e da allora appariva in modo ostile sulla via del dio Ra, minacciando anche i defunti della Duat. Era nelle regioni della Duat, durante la settima ora del viaggio notturno di Ra, che avveniva lo scontro tra Ra e Apophis, tuttavia la protezione delle arti magiche di Iside, che viaggiava sulla barca di Ra, impediva al serpente di avere il sopravvento. In una versione dell’epoca tarda de “Il libro del serpente Apophis” ci viene descritto il rituale compiuto dai sacerdoti egizi. Nel tempio di Amon Ra, a Karnak, in varie ore del giorno i sacerdoti pronunciavano formule particolari bruciando un simulacro di cera di Apophis, agevolando così la vittoria di Ra. L’immortale Apophis ogni sera tentava di capovolgere la barca del sole di Ra fallendo ogni scontro, ma potendo solo essere immobilizzato, la sera dopo riprendeva il suo attacco simboleggiando così l’eterna lotta tra il bene e il male.

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