Fahrenheit 451 diventa un eBook


Ray Bradbury’s ‘Fahrenheit 451’ is released as e-book – da Los Angeles Times 29/11/2011

Simon & Schuster released an e-book edition of Ray Bradbury’s science fiction classic “Fahrenheit 451” on Tuesday. First published in 1953, “Fahrenheit 451” is a dystopia in which reading is banned and it is the job of firefighters to burn books. 451 degrees Fahrenheit is the temperature at which paper burns.  The irony of releasing an e-book edition of a novel built around the death of print books was not lost on Bradbury, which is why he resisted the e-book idea. The Associated Press reports that the author was dismissive of the form, saying that e-books “smell like burned fuel.” Bradbury, a noted futurist who at one time was a consultant for NASA, told the New York Times in 2009 that the Internet is “meaningless; it’s not real…. It’s in the air somewhere.” But the 91-year-old author has since changed his mind — about e-books, at least. Hence “451” is available to digital readership. […]

“Fahrenheit 451” has sold more than 10 million copies. It has been published in 33 languages in 38 countries and has never gone out of print. […]

Il protagonista del romanzo è l’irreprensibile vigile del fuoco Guy Montag che da anni rintraccia coloro che delinquono leggendo o detenendo libri e da loro fuoco. Questa società futuristica è improntata sulla televisione come sistema di comunicazione, di informazione e soprattutto di istruzione di tutti i cittadini. E’ una televisione interattiva e il governo se ne serve affinché i cittadini possano recepire ciò che è stato definito giusto o sbagliato.

Un giorno come tanti, Montag legge un piccolo trafiletto di un libro e comincia a nascondere in casa propria alcuni volumi. Questo atteggiamento si verifica contemporaneamente alla conoscenza della giovane vicina Clarisse. La ragazza gli racconta che c’è stato un tempo in cui leggere e scrivere non era reato e in cui i vigili del fuoco avevano il compito di spegnere gli incendi e non di provocarli. La famiglia di Clarisse non possiede televisione e trascorre le serate parlando e scambiando opinioni. La cosa strana per Montag è che sembra una famiglia davvero serena e felice. Gli viene perciò spontaneo chiedersi se la sua è una esistenza altrettanto gioiosa insieme alla giovane moglie Mildred. […] Continua in MyLibraryBook

NB nel film di F.Truffaut del 1966 è Julie Christie che interpreta il doppio ruolo di Clarisse (con i capelli corti) e della moglie Mildred.  A parte lei, molto meglio il libro…

“Offri al popolo gare che si possano vincere ricordando le parole di canzoni molto popolari, o il nome delle capitali dei vari Stati dell’Unione o la quantità di grano che lo Iowa ha prodotto l’anno passato. Riempi i loro crani di dati non combustibili, imbottisili di “fatti” al punto che non si possano più muovere tanto son pieni, ma sicuri d’essere “veramente bene informati”. Dopo di che avranno la certezza di pensare, la sensazione del movimento, quando in realtà sono fermi come un macigno. E saranno felici, perché fatti di questo genere sono sempre gli stessi. Non dar loro niente di scivoloso e ambiguo come la filosofia o la sociologia affinché possano pescare con questi ami fatti ch’è meglio restino dove si trovano. Con ami simili, pescheranno la malinconia e la tristezza.”

“Non sono i libri che vi mancano, ma alcune delle cose che un tempo erano nei libri. Le stesse cose potrebbero essere diffuse e proiettate da radio e televisori. Ma ciò non avviene. No, no, non sono affatto i libri le cose che andate cercando. Prendetele dove ancora potete trovarle, in vecchi dischi, in vecchi film e nei vecchi amici; cercatele nella natura e cercatele soprattutto in voi stesso”.

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Aggiornamento del 6/6/2012

Da ieri non è più con noi. Uno stracio dall’articolo di G.de Turris su IlGiornale.it:

Addio a Ray Bradbury Ha immaginato il futuro ma non gli piaceva viverlo.  Morto a 91 anni lo scrittore che ha rinnovato la fantascienza. Rifiutava la deriva tecnologica della società: “Sono nato per stare in biblioteca”

[…] A suo tempo, negli anni CinquantaSettanta, ciò che colpì di Bradbury fu la visione malinconica e tragica del destino dell’uomo contemporaneo e futuro preda della massificazione totale, dello sradicamento dell’Io individuale e della sua personalità, succube di una macchinificazione della vita, intendendo con questo non solo i marchingegni meccanici e robotizzati, ma anche la virtualità che in America si stava già imponendo a metà del Novecento, mentre da noi ci si sarebbe accorti di tutto questo soltanto a partire dagli anni Ottanta con il moltiplicarsi dei canali televisivi. Non c’è dunque da meravigliarsi che lo scrittore nei suoi ultimi interventi pubblici se la sia presa con gli aggeggi elettronici che hanno invaso la nostra vita e la condizionano. «Abbiamo troppi telefonini. Troppo internet. Dobbiamo liberarci di quelle macchine», ha detto in un’intervista per il suo novantesimo compleanno al Los Angeles Times.  […]

Delle chat e di Facebook ha detto: «Perché tanta fatica per chiacchierare con un cretino col quale non vorremmo avere a che fare se fosse in casa nostra?». La sua crociata contro i deficienti e l’incultura risale ai primordi della sua carriera. Un precursore di certe critiche oggi comuni, insomma. Tutto sta in quel capolavoro antiutopico che è appunto Fahrenheit 451 . Un libro che è l’esaltazione dell’uomo e della cultura vera dell’uomo, quella trasmessa dai libri e non dalle finzioni virtuali della televisione. Già nel ’51-53 Bradbury immaginava schermi grandi come una parete e la vita falsa che trasmettevano tramite quelle che oggi si chiamano sitcom e vanno avanti per decenni quasi fosse una realtà parallela a quella del telespettatore, o reality show dove la gente comune diventa protagonista attiva (tema, questo, di molti suoi tragici racconti come il famoso La settima vittima).

[…]

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