Il lupo perde il pelo, ma


poi per ritrovarlo percorre oltre 1100 km… da La Repubblica.it

E’ diventato una celebrità ed ha conquistato tantissimi fan sul web. L’odissea d’amore di un lupo ne fa un eroe popolare e commuove il mondo: l’animale, taggato elettronicamente da naturalisti Usa per seguirne gli spostamenti, ha fatto oltre 1100 km per trovare una compagna con cui accoppiarsi. Il lupo ha percorso a zigzag il tratto in Oregon, negli Usa, dal confine di Idaho a quello di Cascade Range.  Leggi tutta la storia sul sito Canis Lupus 101.

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Nessuno invece si commuove per quelli che per accoppiarsi si fanno km e km per andare in Svizzera! (Lupanari)

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Il lupo sconta la fama del cattivo nelle favole come in Cappuccetto Rosso. Ma cambiamo punto di vista: in fondo è Cappuccetto che si avventura in spazi riservati alla natura selvaggia, oltre ad essere petulante in modo irritante (che naso grande, e che scarpe porti, e come ti vesti…). La Nonna poi, questa vecchia indigesta sarà pure suocera di qualcuno che neanche ha il diritto di comparire nella storia (un altro padre escluso…).

da Simbologia per gli indiani americani:

Il lupo viene posto in relazione, nella tradizione indiana, con la stella Sirio nella costellazione del Leone, dalla quale, secondo la leggenda, provenivano i maestri dell’antichità. Anche il lupo infatti viene considerato un maestro, che dopo un lungo girovagare fa ritorno al suo branco per riferire delle sue osservazioni e delle sue esperienze. Vive strettamente all’interno della famiglia, ma senza rinunciare alla sua indipendenza. Si sceglie una compagna alla quale resterà fedele per tutta la vita. Ululando alla luna si ricongiunge alla forza di questa, alla sua energia spirituale e alla forza dell’inconscio, via d’accesso alla conoscenza. Il lupo ci può dare l’energia per insegnare agli altri, per aiutarli a comprendere meglio la vita e a trovare la loro propria strada. Usando la forza del lupo possiamo riuscire a riprendere contatto con il nostro maestro interiore.

Altri siti interessanti:

Il Lupo su Indiani d’America

Sacred Wolf Dream’s Spirit World

Il lupo e i suoi simboli  – di Alberto Caputo su Dognet.it

Animale totemico per eccellenza, il lupo ha incarnato nei secoli simboli e archetipi, segnando con la sua presenza civiltà e religioni. Ed é del lupo e della simbologia a lui legata che parla quest’articolo firmato da un nome illustre della psichiatria italiana, il professor Alberto Caputo. Così qui, aggiungo io, riscopriamo il senso di termini desueti come psicopompo e iperboreo.

Il lupo incarna la doppia veste di bestia selvaggia portatrice di morte e distruzione, e al tempo stesso iniziatore e portatore di conoscenza. Animale iperboreo, rappresenta la luce primordiale originale e lo si ritrova infatti al centro di tutte le antiche tradizioni nordiche: è l’animale che vede la notte e i suoi occhi al buio sono luminosissimi.

Ma il lupo è anche uno degli animali totemici più importanti delle antiche civiltà nomadi; un archetipo che incarna motivi sessuali ancestrali, ancor più paurosi della sua stessa animalità. Nelle regioni siberiani esso rappresenta la fecondità. (Marte, il fallo). Per i Mongoli, ad esempio, è l’antenato del conquistatore Gengis Khan: il lupo celeste è il compagno della cerva bianca, che rappresenta la terra da cui nascono eroi e capi di alto lignaggio.

La forza e l’ardore in combattimento fanno del lupo un’allegoria guerriera per molti popoli: “Io sono il lupo solitario, mi aggiro in paesi diversi” recita un canto di guerra degli indiani d’America. Il lupo bianco, Fenrir fu associato, nei paesi scandinavi arcaici, al dio della vittoria Tyr, ed alla di lui runa Taiwaz.

UN FEROCE PREDATORE

Nella nostra cultura il lupo è noto soprattutto per la sua ferocia e la voracità aggressiva. Assurge a simbolo di malvagità in quanto pericolo reale connesso al mondo agreste della pastorizia, nelle zone montane e nelle pianure ove aggrediva le greggi sterminandole. Il terrore che incute questo splendido animale è però atavico e universale: può essere associato al buio della caverna, all’abisso delle sue fauci fameliche, alle fitte pericolose foreste. Nella nostra tradizione culturale ci sono tanti “detti popolari” che lo vedono protagonista, sempre nella sua veste spaventosa (“tempo da lupi”, “fame da lupi”), oppure ne sottolineano l’aspetto pericoloso (“In bocca al lupo!”), o per la sua istintuale aggressività (“Il lupo perde il pelo ma non il vizio”) e molti altri ancora che sembrano metterne in luce la selvatichezza e l’indomabilità quali caratteristiche solo negative. Ma come tutti i simboli, anche il lupo ha una natura ambivalente: la sua gola è la caverna, l’inferno, la notte, l’antro pericoloso il cui passaggio, tuttavia, è necessario poichè porta alla liberazione. Quanto alla sua similarità con il cane che, anche geneticamente è suo antenato, il lupo è anch’esso psicopompo e sorveglia l’entrata del regno dei defunti. Nei musei di Perugia e Volterra sono conservati dei vasi funerari etruschi raffiguranti il lupo che si affaccia dalla caverna in comunicazione con l’altro mondo. Le sue stesse fauci sono simbolo di quell’antro da cui non si fa ritorno… Spirito minaccioso, dunque, ma dotato di grande fascinazione per la potenza che, nel bene e nel male, suscita nella coscienza: come la luce esce dall’ombra, il lupo esce dalla tana e dal bosco. Nella mitologia greca, come incarnazione di Marte, rappresentava il lato distruttore, mentre gli era attribuito un ruolo solare quando era simbolo di Apollo. Il bosco sacro che circondava il suo tempio era chiamato lukaion o regno del lupo; Aristotele vi teneva le sue lezioni: ecco l’origine della parola liceo. Il lupo è dunque tramite e portatore di una conoscenza che viene dalle tenebre e dal regno delle ombre, per questo è pericoloso: evoca un’idea di forza a stento contenuta, è forse simbolo dell’esperienza archetipica con il numen, che, per definizione, è fuori dal tempo e non è assimilabile ad alcuna altra esperienza precedente. Ed è così profondamente radicato all’inconscio da costituire il ruolo di iniziatore, riscontrabile anche nelle aree dell’Europa del Nord che hanno sviluppato dei miti in proposito. In molte civiltà appare come genitore e fondatore e, in quanto tale, è associato all’idea di fecondità. Una delle leggende a noi più vicine è quella di Romolo e Remo, i gemelli fondatori della città che diverrà il cuore stesso di tutta la Cristianità. Anche i Turchi affermavano di essere stati allevati da lupe – la mitica ASENA, la lupa grigia – e Aristotele racconta che la lupa Leto partorì i gemelli Apollo e Artemide.

Altre leggende particolari, anch’esse molto antiche, sono quelle che riguardano la licantropia, ovvero la metamorfosi, nelle notti di plenilunio, degli esseri umani in lupi.

Nella Grecia antica, esisteva una città, Licopodi, nella quale erano condotti i licantropi e ivi rinserrati, nella convinzione che potessero recare danno alla comunità. Anche nella Bibbia c’è un esempio famoso: “la follia del lupo” prese anche il re Nabucodonosor. Difatti, per “licantropia” s’intende, a tutt’oggi, una forma di pazzia spesso furiosa, per cui il malato diventa preda di un desiderio irrefrenabile di urlare, di mordere, di rifugiarsi in luoghi solitari, secondo il comportamento naturale del lupo. L’esistenza di tali mostri ha ossessionato l’umanità per tutto il Medio Evo, e si cominciò a dubitare di essi solo nel XVIII secolo. Peraltro nei paesi germanici sorse una vastissima letteratura sui cosiddetti “lupi mannari” e, nelle popolazioni latine, quella dell’uomo “versipelle”, un personaggio demoniaco provvisto sottopelle di pelo di lupo, pelo che poteva fargli assumere l’aspetto di un enorme animale. Per le società cristiane il lupo è la raffigurazione del male, poiché esso è il più grande cacciatore e nemico dell’agnello, che rappresenta la bontà e la sottomissione. Esso venne scelto come simbolo da molti popoli barbarici, che durante le loro invasioni, si identificarono con questo predatore, seminando morte e distruzione in suo nome. In Spagna è la cavalcatura dello stregone, mentre le streghe, per recarsi al Sabba, portavano dei lacci di pelle di lupo. Sempre nella tradizione popolare medioevale, al lupo appartiene la voracità, l’ingordigia, mentre la lupa diviene il simbolo della lussuria e della passionalità sfrenata. La parola romana lupanaro, o bordello, proviene appunto dalle lupe, le prostitute.

In ultima analisi, il lupo svolge, in Europa, lo stesso ruolo del giaguaro in Sud America: è la gola mostruosa (il buio) che inghiotte il sole (la coscienza), dinamica che, tuttavia può essere ribaltata se pensiamo al viaggio iniziatico che prevede l’inderogabile necessità per l’uomo di attraversare, per la sua stessa salvezza, il mondo degli inferi, per riportare la luce nella comunità umana.

LUPI E FIABE

l lupo è rimasto nell’immaginario infantile come figura che incute timore. Ai bambini, ancor oggi è paventata la figura dell’animale come una sorta di spauracchio, figura presente nella letteratura favolistica che lo presenta come elemento negativo da evitare e, possibilmente da uccidere e da esorcizzare.

Il lupo è uno degli indiscussi protagonisti delle fiabe. Sempre con connotazioni negative: un orco del mondo animale. Una strega maschio. Un costante incubo che investe della sua negatività anche il bosco, tramutandolo in un ambiente pauroso, minaccioso, nero.

Non a caso con il lupo (spesso attraverso la rilettura e l’interpretazione di “Cappuccetto Rosso”) si sono cimentati Freud, Jung, Fromm, Bettelheim, Verena Kast, Marie-Louise Von Franz, Hertz.

“Nell’essere umano il lupo personifica un desiderio indifferenziato di divorare tutto e tutti, di avere tutto, spesso a causa di un’infanzia infelice. Queste persone sviluppano un lupo affamato dentro di sé. Sono totalmente soggetti alla coazione. Il lupo provoca in loro un’insoddisfazione costante, ringhiante. Essi vorrebbero letteralmente divorare il mondo intero” . (Marie-Louise Von Franz).

“E’ il ‘principio avido’. Ciò che lo caratterizza sono la fame e il desiderio di lotta. E’ aggressivo, bellicoso. Cappuccetto Rosso incontra l’aspetto aggressivo, attivo e distruttivo sotto le sembianze d’un lupo, dunque ancora in forma di animale, di istinto e pulsione” . (Verena Kast )

“Dal principio alla fine di Cappuccetto Rosso non si fa il minimo accenno a un padre. Ciò suggerisce che il padre è presente, ma in forma nascosta. Il padre è in effetti presente in Cappuccetto Rosso in due forme opposte: come lupo, che incarna i pericoli di violenti sentimenti edipici, e come cacciatore nella sua funzione protettiva e salvatrice”. (B. Bettelheim)

“Il maschio è rappresentato come un animale crudele e astuto e l’atto sessuale è descritto come un atto di cannibalismo in cui il maschio divora la femmina”. (Erich Fromm).

Usa 2008/ E contro Sarah Palin parte anche la campagna pro lupi

Sarah Palin – che si è conquistata di diritto il soprannome di “wolf killer” – continua iperterrita a promuovere la caccia aerea al lupo nonostante la popolazione sia contraria e l’abbia espresso già con due consultazioni pubbliche, autorizza anche la caccia agli orsi, si oppone all’Endangered Species Act, non crede che i motivi del riscaldamento globale siano di origine antropica e anzi vorrebbe un maggior sfruttamento delle risorse naturali e in particolare la perforazione della zona artica – compreso l’Arctic National Wildlife Refuge – alla ricerca di idrocarburi.

Contro di lei è (in)sorto il Defenders of Wildlife Action Fund, organizzazione animalista, nel video si mostra la caccia al lupo tramite piccoli aerei che volano a bassa quota. Immagini di cacciatori che sparano a lupi, feriti e lasciati morire sulla neve, mentre una voce fuori campo recita che “il governatore dell’Alaska Sarah Palin promuove una pratica brutale e non etica, ha incoraggiato questa crudeltà introducendo una legge che la rende più facile e proponendo una taglia da 150 dollari per ogni animale ucciso”. La frase conclusiva del video è “vogliamo davvero un vicepresidente che autorizza una tale ferocia?”

«Salviamo i lupi dell’ Alaska» Star animalista contro la Palin – da Corriere.it

Shaun Ellis: storia dell’uomo che viveva coi lupi da Eco.it

Shaun Ellis, un esperto inglese di comportamento dei lupi, che ha fatto qualcosa che pochi avrebbero mai osato fare: si è unito a un branco, ne ha guadagnato la fiducia, mangiando, dormendo, vivendo con i suoi membri e difendendo la propria posizione, giorno dopo giorno.

al min. 0:46 insegna ad un cucciolo abbandonato ad ululare

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“La terra non è eredità ricevuta dai nostri padri,
ma un prestito da restituire ai nostri figli”

(detto degli indiani Lakota)

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WWF Italia – Progetto LUPO   

Si stima che oggi vengano uccisi oltre 100 lupi ogni anno.  Il link

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