Corto è bello


“Il gioco è bello quando è corto” 1972, l’avventura in serie A della Ternana di Viciani di Gian Luca Diamanti. Collana sport

Ne succedevano di cose strane in quegli anni. Nel ’68 la rivolta degli studenti, nel ’69 il primo uomo sulla luna e, nel’72, la Ternana in serie A. Davide contro Golia. Cardillo e Marinai contro Rivera, Mazzola e Gigi Riva.

Anni di grandi sogni come quello di una città operaia, grigia e fumosa che voleva sentirsi diversa, più grande, più bella perfino. O quello di una comunità fino ad allora unita solo dal lavoro, che scopriva un nuovo modo di stare insieme.

Lo faceva immedesimandosi totalmente nella sua squadra di calcio, la Ternana allenata da Corrado Viciani. La squadra del gioco corto, dove non c’erano campioni, ma solo un grande collettivo, una catena di montaggio. Una squadra operaia, nella città più operaia d’Italia. Che vinse alla grande un campionato di serie B mettendo alle corde squadroni come la Lazio, il Palermo, il Bari e che per quasi tutto il girone d’andata del campionato successivo in serie A fece parlare di sé tutta l’Italia. Prima di crollare, restando senza fiato.

Perché la favola dei rossoverdi di Viciani e del presidente Taddei, raccontata in questo libro dalle voci dei tifosi di allora e rivissuta, quasi in diretta, attraverso le cronache giornalistiche di quei giorni, è una favola senza lieto fine. Come quasi tutte le favole vere. Ma che, forse proprio per questo, merita di essere raccontata ancora. Perché narra di un altro calcio, di un altro mondo e di sogni che vorremmo ancora avere. Come quelli che facevamo da piccoli sfogliando l’album delle figurine Panini.

Gioco corto, rigore e bella vita così Viciani sfiorò la Coppa – da Repubblica.it 19/05/2011

Il “gioco corto” che non è mai finito – di Gian Luca Diamanti

Nelle interviste anche Antonio Cardillo min. 2:36

È da ricordare la prima partita di quella stagione 1972-73, che vedeva scendere al Liberati il Milan di Gianni Rivera. Finì 0-0 con la Ternana più volte vicina ad una clamorosa vittoria, e i rossoneri ubriacati dal “Gioco Corto” del Maestro. Dopo un bel girone d’andata però la squadra si sgonfiò per terminare con una mesta retrocessione. Al ritorno andò così, con il gol della bandiera di Cardillo:

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