Il maledetto Bosone e il racconto di Ortone ed il mondo dei Chi


Grande successo per la fisica internazionale e soprattutto per quella italiana: martedì 13 dicembre è stato infatti annunciato il primo storico avvistamento della cosiddetta «particella di Dio», il bosone di Higgs grazie al quale esiste la massa. Nel corso di una presentazione organizzata dal Cern a Ginevra, i coordinatori degli esperimenti Fabiola Gianotti e Guido Tonelli hanno illustrato la loro scoperta, considerata «una tappa fondamentale nella comprensione dell’universo». Il primo fisico a teorizzare la particella, Peter Higgs, alla notizia ha esclamato: «Oh my God!». E deve ringraziare l’Italia se le sue previsioni si sono avverate.

da “L’Italia scopre la particella di Dio. Cern, avvistato il bosone di Higgs. “ estratto da Lettera43.it del 14/12/2011

All’origine dell’espressione “particella di Dio” sembra ci sia stato l’ignoto revisore di una casa editrice che, pubblicando un libro divulgativo in cui si parlava della difficoltà di individuare la particella, corresse l’espressione “goddam particle” (maledetta particella), che gli sembrava troppo forte, in “god particle“: particella di Dio, appunto. E così è rimasto.  da “Il bosone di Higgs, da “maledetto” a “particella di Dio”. TMCnews.it 14/12/2011

Bello, bellissimo… non ho capito niente. Ecco qualche articolo che spieghi:

  • L’eccellenza dei fisici italiani alla prova del bosone di Higgs – da Greenreport.it
  • Bosone di Higgs, domande & risposte – da IlSole24Ore.it
  • We may have glimpsed the Higgs boson, say Cern scientistsThe Guardian

Alla fine mi tornano le parole di questo signore con i baffi :

La scienza senza la religione è zoppa. La religione senza la scienza è cieca.”

“Non tutto ciò che può essere contato conta e non tutto ciò che conta può essere contato.”

“Ci sono due modi di vivere la vita. Uno è pensare che niente è un miracolo. L’altro è pensare che ogni cosa è un miracolo.”

“Dio non gioca a dadi.”

“Non esistono grandi scoperte nè reale progresso finché sulla terra esiste un bambino infelice.”

“Un uomo è vecchio solo quando i rimpianti, in lui, superano i sogni.”

Dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo mi ricorda il racconto per bambini di Dr. Seuss da cui è tratto il cartoon “Ortone e il Mondo dei Chi” uscito nel 2008. Il titolo originale è “Horton Hears The Who“. Ortone è un elefante (interpretato da Jim Carrey) che un giorno sente un debole urlo provenire da un granello di polvere che gli passa accanto. Il granello in realtà ospita un intero mondo, abitato dai minuscoli Chi, che vivono nella città dei Chi non So governata dal Sinda-chi. Ortone, decide di portare il granello al sicuro, ma incontrerà non pochi ostacoli sul suo percorso. Anche il messaggio di fondo del film è semplice (una persona è importante, non importa quanto piccola sia). Certo, tutta la storia è permeata di un vaghissimo sentore sessista (il Sinda-Chi ha novantasei figlie, e un solo figlio maschio unico erede della carica di Sinda-Chi), ma c’è da dire che Seuss ha scritto e lavorato cinquant’anni fa, e poi si notano di più riferimenti sociali come la madre cangura reazionaria ossessionata dalla censura (“quello che non si vede non esiste”), o l’immagine forte della folla inferocita che tenta di linciare Ortone alla fine del film.

3:46 “you are living in a speck”

E in fondo tutti noi vorremmo gridare “We are here!“…

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