TRIVELLAMI TUTTA e chiamala se vuoi liberalizzazione…


TRIVELLAZIONI FACILI – dal WWF.it

9/1/2012 – L’italia è un Far West per le trivellazioni in mare e a terra. Occorre adeguare la normativa per non dare milioni di regali ai petrolieri. Nuovo dossier.

Milioni di regali – Italia: Far West delle trivelle”, è questa la denuncia e il titolo del dossier del WWF Italia che viene reso noto alla vigilia della manifestazione “Più verde, meno nero” che si svolgerà sabato 21 gennaio, a Monopoli, che oltre a coinvolgere la Puglia, interessa i cittadini e le istituzioni di molte regioni del Meridione, ma non solo. Il WWF saluta l’importante convergenza di intenti tra le amministrazioni e le comunità locali in difesa oggi del bene comune, costituito dal nostro patrimonio naturale che contribuisce alla ricchezza del Paese, per un futuro sostenibile, che abbia al centro le energie pulite e lo sviluppo eco-compatibile del turismo e della filiera agroalimentare.

Nel dossier del WWF si rileva che su 136 concessioni di coltivazione in terra di idrocarburi liquidi e gassosi attive in Italia nel 2010, solo 21 hanno pagato le royalty alle amministrazioni pubbliche italiane, su 70 coltivazioni a mare, solo 28 le hanno pagate. Su 59 società che nel 2010 operano in Italia solo 5 pagano le royalty (ENI, Shell, Edison, Gas Plus Italiana ed ENI/Mediterranea idrocarburi).

LEGGI IL DOSSIER >>Milioni di Regali WWF xweb 2.pdf

Grazie a questo amplissimo sistema di esenzioni, di aliquote sul prodotto e di canoni di concessione bassissimi ed una serie di agevolazioni e incentivi la nostra Penisola e le sue acque sono oggetto di una ricerca sovradimensionata di oro nero o di gas. Questo nonostante il petrolio, ad esempio, sia notoriamente poco e di scarsa qualità (la produzione italiana di petrolio equivale allo 0,1% del prodotto globale e il nostro Paese è al 49o posto tra i produttori). Il petrolio inoltre è localizzato in territorio densamente urbanizzati e nei nostri mari, vicino a coste e specchi d’acqua marina di alto pregio ambientale con il rischio che al momento in cui si verifichi un incidente, come è avvenuto nel golfo del Messico nell’aprile 2010, anche infinitamente meno grave, date le diversità, gli impatti per l’ambiente dureranno per decenni se non centinaia di anni con conseguenze teratogene, mutagene e cancerogene sugli essere viventi.

segui il resto sul sito del WWF.it

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Chissà com’è che ogni volta che leggo notizie simili che mi fanno incazzare mi viene in mente il piantino della Fornero. E MI INCAZZO DI PIU’!

Dal sito di Maria Rita D’Orsogna No all’Italia Petrolizzata leggete la cronaca della sua audizione in Senato per proporre una moratoria per ogni tipo di trivellazione, onshore e offshore nel post Il giorno dopo: “I senatori sono rimasti molto sorpresi da un paio di cose: il limite made in the USA delle 100 miglia, l’annuncio delle ditte petrolifere sulla stampa di California che le operazioni petrolifere fanno venire il cancro, e soprattutto sulla mappa della Florida chiusa alle trivelle.”

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