Greenwashing


Greenwashing è un neologismo, formato dalla crasi di green (verde) e whitewash (riverniciare, nel senso di occultare, trasformare). Serve a descrivere la circonvenzione dei consumatori tramite l’impiego da parte di una compagnia di messaggi, pubblicità, falsamente definite come ecologiche, sostenibili, ambientali.

L’autogol del greenwashing della Vedanta: le star di “Bolliwood” abbandonano “Creating Happiness” da Greenreport.it

[…] la multinazionale Vedanta Resources è diventata tristemente nota per il suo progetto di realizzare una miniera di bauxite sulla montagna sacra dei Dongria Kondh, un popolo tribale dello Stato indiano dell’Oriossa che vive in armonia con la natura ed è già intossicato da una grande fabbrica di alluminio.

La multinazionale britannica ha cercato di rifarsi un’immagine tra l’opinione pubblica indiana attraverso quello che potremmo definire greenwashing dell’immaginario ed utilizzando quello che più affascina i cittadini del subcontinente indiano: un concorso cinematografico che dovrebbe testimoniare la “felicità” e il “benessere” creata da Vedanta Resources in India. Ma la cosa si sta rivelando un boomerang pubblicitario: due grandi celebrità di “Bollywood”, il regista Shyam Benegal e la star cinematografica Gul Panag, che facevano parte della giuria, si sono ritirati dal concorso ed ora bisognerà reintegrare la giuria che entro la fine di marzo avrebbe dovuto nominare il film vincitore tra una rosa di 38 candidati. Infatti, come spiega Survival International, «tutti i film sono stati girati da aspiranti cineasti, accompagnati dalla stessa Vedanta a visitare le aree in cui la compagnia opera. Obiettivo della competizione era quello di raccontare la “felicità” che Vedanta porta alle comunità locali».

Sono d’accordo con questo giornale. Credo…

Ma Gul Panag, miss India 1999, è venuta a conoscenza attraverso i social network del coinvolgimento di Vedanta nella repressione dei Dongria Kondh ed ha annunciato su Twitter: «Mio Dio. Ho appena ricevuto tutti i dettagli. Non sapevo che il concorso facesse parte dalla campagna auto-celebrativa di Vedanta… mi tiro fuori». […]

Un autogol terribile  per la multinazionale che aveva già compromesso la sua credibilità ignorando i diritti del piccolo popolo indigeno, e che ora vede crollare miseramente una campagna che aveva coinvolto le acclamate star di “Bolliwood” come testimonial del progresso e della bontà delle imprese minerarie contro l’arretratezza dei popoli indigeni, gli advasi, i paria dei paria, non visti molto bene dalla nuova borghesia nazionalista indiana e dalle caste nelle quali  ancora si divide uno dei grandi Paesi emergenti del pianeta.

Secondo quanto dice Survival (l’associazione che difende i diritti dei popoli indigeni) in un comunicato, «il concorso fa parte di una più ampia campagna di comunicazione di Vedanta denominata “Creating Happiness” (Creare felicità), diretta dall’agenzia pubblicitaria internazionale Ogilvy & Mather. E arriva in un momento cruciale della vicenda. Il 9 aprile è attesa infatti la sentenza del ricorso in appello inoltrato dalla Orissa Mining Corporation Ltd contro la decisione del governo dell’India di non autorizzare attività minerarie sulle montagne di Niyamgiri».

Stephen Corry, direttore generale di Survival, fustiga la multinazionale mineraria: «gli sforzi che Vedanta sta facendo per perseguire i suoi obiettivi minerari su Niyamgiri sono incredibili. Non contenta di aver perso la battaglia contro i Dongria Kondh nel 2010, oggi sta spendendo milioni di dollari per convincere il mondo che sta lavorando nell’interesse delle comunità locali. Le azioni di questi due membri della giuria parlano chiaro e costituiscono un esempio encomiabile».

A big Odisha shame: Vedanta abandons 500 Binnos da FirstPost.com

[…] In his article, Jay Mazoomdar tells the story of 500 schoolchildren in Odisha who have been summarily abandoned by Vedanta. The story begins in June 2006, when Vedanta Resources Ltd requested 15,000 acres from the Odisha government to set up a university near Puri. The government signed an MOU with Vedanta Foundation. Part of this deal was a land-for-education swap. (nd.MOU sta per Memorandum of Understanding)

The company took 6,000 acres of agricultural land from us. We were told that our children would get good education for free. We were also promised quality healthcare and jobs. It even promised to build good schools in our villages. We were happy,” a farmer tells Tehelka. VUP then signed a 30-year MOU with the prestigious DAV school to educate 500 kids from these poor families up to Class X. Not only would the kids get a free education, but also transportation, uniforms, textbooks, i.e. the works: “We admitted around 500 students by 2010-11,” says DAV Schools regional director Himansu Mohanty. “The company was paying for their fees, textbooks, uniforms, meals, etc. They also bought four buses and paid the running cost. Since many of these students were first-generation learners, they were not ready for English medium. So we created an Odia section within our premises where 350 of them were studying. Vedanta promised us three acres and a 10,000 sq ft building for this Odia medium school by 2012.”

But by 2010, the university deal had fallen apart (for a number of reasons, including a High Court judgement, listed in the article). And so did the bright future promised to these kids. Vedanta pulled the funding, leaving them high and dry. It seems Vedanta only wants to help children when it can help itself. Most damning part of the story comes at the very end: “Contacted by Tehelka, Vedanta’s Raj Sekhar denied that the MNC had ‘anything to do with DAV in Puri’ before promising to ‘get back after checking the facts.’ But of course, he did not, not in the middle of an ad blitz.

Creating Happiness? Certainly Not in Puri da Tehelka.com

the Vedanta-sponsored students’ dreams would have ended seven months ago: “It was in July 2011 that Vedanta intimated us that they would not be supporting these students beyond 31 March 2012. I did not break the news to the children because it would demoralise them. As the new educational year is drawing close, I had to issue the circular last week.”

It is not the fault of those children that Vedanta’s lies were nailed by the HC. How could they put some children in a school that is beyond their means and then just abandon them?” questions Das. “With this decision, Vedanta has revealed that social welfare for the company is only a tool to lure and mislead people.

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The face of the campaign is Binno’, a little girl who was chosen from one of Vedanta’s community initiatives in rural Rajasthan. The television ad film, which has been conceived and scripted by veteran adman Piyush Pandey takes a real slice out of Binno’s life, with her parents, friends, doctors and school teachers playing their parts.

It shows how her life is different from that of her earlier generations, in the process, highlighting the many changes that have come about over the years.” da mxmindia.com

Ma più cinici è possibile?

Un primo piano di Gul Panag

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