Dante Insomma Poeta ed il politically stupid


«Dante antisemita e islamofobo. La Divina Commedia va tolta dai programmi scolastici» dal Corriere.it del 12/03/2012

La Divina Commedia deve essere tolta dai programmi scolastici: troppi contenuti antisemiti, islamofobici, razzisti ed omofobici. La sorprendente richiesta arriva da «Gherush92», organizzazione di ricercatori e professionisti che gode dello status di consulente speciale con il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite e che svolge progetti di educazione allo sviluppo, diritti umani, risoluzione dei conflitti.[…]

Dante antisemita e omofobo, se lo dice “Gherush 92″ allora va sbattuto in prima pagina (indovinate perchè) di Maurizio Blondet da Rischio calcolato

[…] Ciò che il Corriere non dice, è che «Gherush 92» è un’organizzazione ebraica, creata da diversi sayanim italiani per diffondere la solita propaganda israeliana. Che ha trovato il modo di farsi un po’ di pubblicità gratuita. «Studiando la Divina Commedia – sostiene Gherush92 – i giovani sono costretti, senza filtri e spiegazioni, ad apprezzare un’opera che calunnia il popolo ebraico, imparano a convalidarne il messaggio di condanna antisemita, reiterato ancora oggi nelle Messe, nelle omelie, nei sermoni e nelle prediche e costato al popolo ebraico dolori e lutti». Sicchè, dice la presidente Valentina Sereni (in Katz?) (omen nomen): «È nostro dovere segnalare alle autoritá competenti, anche giudiziarie, che la Commedia presenta contenuti offensivi e razzisti che vanno approfonditi e conosciuti. Chiediamo, quindi, di espungere la Divina Commedia dai programmi scolastici ministeriali (…). In alternativa, alcune parti del poema andrebbero espunte dal testo».

Ora, qualche commentatore malevolo ha già bollato il gruppo «Gherush 92», per questa tanto giusta iniziativa, come «mentecatti», facendo notare che costoro «non sono innocui», in quanto il loro è «totalitarismo che si traveste da politicamente corretto». Qualcuno potrebbe spingersi a sottolineare la permanente tendenza di tanti sayanim ad imporre la censura, a tagliare testi sgraditi, a far tacere, ad instaurare la «polizia del pensiero», o psico-polizia orwelliana: fino al punto da denunciare alle autorità giudiziarie il notorio Alighieri Dante in forza della legge Mancino: antisemita, omofobo, sicuramente negazionista. (Mentecatti politicamente corretti crescono)

Sono accuse e derisioni – di chiaro sentore antisemita – da cui il sottoscritto prende energicamente le distanze. Già fin da quando il notorio Alighieri Dante era ancora tra noi, le menti più illuminate dell’epoca l’hanno sospettato di grave scorrettezza politica: basti pensare alla diffamazione sfrenata con cui colpì il degnissimo e da tutti noi amatissimo Santo Padre Bonifacio VIII, e il mite Celestino V cui diede del vigliacco: («… Fece per viltade il gran rifiuto»), nonchè vescovi, cardinali, gran signori, ricchissimi borghesi usurai e falseggiatori di moneta come gli attuali speculatori finanziari – insomma la più rispettabile classe dirigente dell’epoca. […]

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Basta, si starà già rivoltando nella sua tomba a Rav…  meglio non dirlo, chissa mai che qualche pirla con 7 mutande ripiene di tritolo non voglia guadagnarsi il suo personale paradiso con 70 vergini (non si sa se con o senza altrettante suocere…)

Me lo vedo nel 2023 Gianluca prendere il diploma all’istituto tecnocratico multiculturale “Carlo Giuliani & Lapo Elkann” con 90/100 di sobrietà con una tesina su “La vita e le opere di Barbara D’Urso”.

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