Lo stravedamento


“Era una giornata di stravedamento: in quei giorni lo sguardo può spaziare il più lontano possibile perché niente lo ostacola. Nei giorni di stravedamento uno ha come limite alla sua visione solo i suoi occhi, perché la realtà sembra non avere filtri. Lo sguardo in quei giorni viaggia liberamente, come una barca a vela in mare aperto senza ostacoli. Sono fugati in quei giorni nebbia o fumi, l’aria è di un’altra qualità, come fosse stata lavata da un’esperta lavandaia che ha tolto ogni alone, ogni piccola macchia, ogni ombra sottile. In quei giorni bisogna essere in un posto aperto per cercare di vedere più in là. Quando c’era lo stravedamento a Strina si andava sui murazzi e si guardava tutt’intorno ed era diverso: era come si fosse su un lago, tanto vicini sembravano i monti tutt’intorno e qualche vecchio lupo di mare li nominava ad uno ad uno, dicendo che avevano una sagoma inconfondibile, e come facevano a non vedere che quello sembrava una civetta, l’altro un caregon e l’altro ancora una piramide.”

da Vento e stravedamento a Chioggia

Foto da LivingVenice

da Flickr foto di Mauro Bighin

Foto da Facebook di Paolo Fidelfatti

da Flickr foto di Vivi-1966

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da Flickr foto di Alessandro Voltolina

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