Il Mose di Venezia: l’inchiesta giornalistica di “Off the Report”


Off the Report – Venezia, il porto di Imperia e le radiazioni di Radio Vaticana – da UnoeNessuno.blogspot.it 28/5/2012

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Saranno giovani, ma si sono dimostrati estremamente determinati i video giornalisti di Off the Report (qui il video integrale). Claudia Di Pasquale inizia con l’inchiesta sulla salute della Laguna di Venezia e sui controlli sui lavori del Mose, la grande opera in difesa della città dei Dogi, opera finanziata con svariati miliardi di euro da tutti i governi,  forse non tutti spesi nel modo migliore […]

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Mercanti di Venezia (video): è proprio necessario l’inchino a San Marco, da parte delle grandi navi di crociera cui viene permesso di entrare in laguna (dal 1997 il traffico in Laguna è aumentato del 500%) ?  Per il momento le proteste dei cittadini sono servite a poco: solo il naufragio della Costa Concordia all’isola del Giglio ha portato qualche reazione. Il decreto Passera Clini che impedisce alle “grandi navi” l’ingresso nei porti, ma non vale guarda caso per Venezia e in ogni caso se non esistono alternative all’attracco in Giudecca.

Dunque pare che gli interessi delle società di crociera prevalgano sulla conservazione dell’ecosistema (patrimonio dell’umanità) e dei canali e dei palazzi di Venezia (il moto ondoso li rovina).

Il ministro Clini non ha sicurezze e parla della costruzione di un altro canale per l’attracco delle navi: ma è un rimedio peggiore del male, visto che potrebbe succedere quanto già visto per il “canale petroli”, scavato nei ’60 e che ha provocato molti disastri all’ambiente. La verità è che a Venezia si dovrebbe entrare solo con la barchetta e basta.

Anche perché, mentre i soldi per il Mose arrivano puntuali dal Cipe (fino ad oggi 11 miliardi), i soldi per la manutenzione dei canali non ci sono. Il comune non ha ricevuto nulla nel 2011 per sistemare le fogne. […]

A Venezia si spenderanno 300.000 euro per la manutenzione del ponte di Calatrava (complimenti al progettista e al comune), ha un debito di 400 mila euro e con le partecipate il debito è di 1 miliardo e passa. E per fare cassa deve vendere i suoi gioielli: il Fondaco dei Tedeschi ai Benetton, che in deroga ci costruiranno un bel centro commerciale (ma “è interesse pubblico” assicura il sindaco di centrosinistra Orsoni). Il Casinò finirà in mano straniere.

Palazzo Pilsen è stavo venduto a 26 ml di euro ad una società del gruppo Coin (quando in passato lo stesso comune ha rifiutato la vendita per 35 ml ad una società immobiliare). La giornalista chiedeva al sindaco se questo avesse a che fare con la sua passata esperienza lavorativa, come presidente della finanziaria del gruppo Coin. 

Il lido di Venezia e l’ex ospedale del mare: al posto di un ospedale una bella speculazione per costruire strutture residenziali di lusso. Al posto del nuovo palazzo del cinema, un bel buco pieno di amianto, che costerà al comune (cioè al pubblico) almeno 38 milioni di euro per la bonifica.

Il privato si chiama Ex Capital e ha acquistato dal pubblico quei terreni, ottiene una concessione in esclusiva per parte della spiaggia del lido. A capo di questa società un ex assessore del comune, Mossetto (“sono cose che possono far sorridere”, sempre il sindaco). Ma chi difende gli interessi del pubblico? È lecito chiedersi se la gestione del patrimonio di Venezia sia in buone mani?

Il Mose (Report ne aveva già parlato in Lavori sfiniti): costruito dal consorzio Venezia Nuova, dovrà completare (quando?) un’opera che costerà al pubblico 5,7 miliardi (su una stima iniziale poco superiore al miliardo).

Dentro questo consorzio diverse società, tra cui la Mantovani. La giornalista ha chiesto conto al ministro Passera di come sono spesi i soldi per il Mose: speriamo almeno che si sia registrato la puntata. A controllare i lavori c’è il magistrato delle acque: fino al 2008 presidente di questo ente era Maria Piva, che sostiene di aver perso il suo lavoro proprio per il Mose e per le “cerniere” dell’opera. Cerniere che l’azienda costruttrice ha modificato, passando dal sistema per fusione, a quello delle lamiere saldate. C’è qualcuno, dentro il comitato dell’opera, che sostiene che così si rischia il “grippaggio” del dado (e altre criticità), insomma il Mose così non sarebbe sicuro.

Di diverso avviso sia il Consorzio che il magistrato che ha sostituito la Piva, Cuccioletta: “le prove sono state perfette”.

Forse non è un caso che la FIP, società del gruppo Mantovani è specializzata in saldature: saldature che, rispetto al progetto originale, costeranno un 38% in più. C’è anche in questo caso una situazione da conflitto di interessi? Dove controllato e controllore coincidono?

Secondo alcune voci, riportate dalla giornalista, sembrerebbe di si: Thetis, che lavora per il Consorzio Venezia Nuova è amministrata dalla signora Brotto (oltre a essere vicedirettore del Consorzio e amministratore di Thetis è anche il direttore dei lavori del Mose), il marito fa lavori di consulenza per il consorzio stesso, per Thetis lavorano la figlia di Cuccioletta. Ma è tutto normale, assicurano da Venezia. E intanto i soldi continuano ad arrivare per questa grande opera, ma non per Venezia.

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“Servizio di Off the Report su Venezia: dal Mose alle Grandi Navi fino al Lido“VeneziaToday.it 28/5/2012

[…] In conclusione il ministro per lo Sviluppo economico Corrado Passera ha dichiarato, rincorso da Claudia Di Pasquale:

“Mi metta per iscritto tutto quello che lei considera inadeguato perché è nostro dovere andare a fondo“.

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.(Ahi, meglio non dire così se si parla di Venezia)

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