Pericoli e il carisma di FDR


Questa fotografia lascia sempre con il fiato sospeso. “Lunch atop a Skyscraper”  è il titolo. C’è tutta una storia dietro questa foto, ben raccontata in “10 Interesting Facts Behind Popular Posters”  e anch’io, come chi la racconta, ho sempre sospettato che la foto fosse manipolata. Ma è vera, scattata dal temerario fotografo Charles C. Ebbets al 69° piano del grattacielo GE Building del Rockefeller Center all’ultimo mese di costruzione nel settembre 1932. Sono citati anche i nomi di gran parte degli undici operai intenti a gustarsi il loro “sobrio” pranzo con una vista unica, totalmente incuranti di ogni pericolo. Due all’estrema sinistra si stanno accendendo una sigaretta, uno in mezzo già se la fuma.  Ai tempi i danni del tabacco non erano noti e si poteva fumare in ufficio… L’operaio all’estrema destra si accompagna invece con una fiaschetta di whiskey (o non so cos’altro), ma molto probabilmente non usava l’auto per tornare a casa. Se aveva una casa…

Millenovecentotrentadue: siamo nell’epoca della Grande Depressione iniziata nel 1929 con il crollo della borsa nel Giovedì nero.

E a proposito della fiaschetta. siamo ancora in pieno Proibizionismo. Solo l’anno successivo il neo eletto presidente Franklin Delano Roosevelt ne decretò l’abolizione. Non fu l’unico provvedimento, anzi.

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Nei primi cento giorni della Presidenza Roosevelt vennero emanati importanti provvedimenti (fonte Wikipedia):

  •  l’Emergency Banking Act che istituì una vacanza bancaria di alcuni giorni al fine di sondare la liquidità e la solidità degli istituti di credito e che assoggettò le banche al controllo dell’amministrazione federale;
  • l’istituzione della Federal Deposit Insurance Corporation che assicurava tutti i depositi bancari sino a 2.500 $;
  • la sospensione del Gold Standard che comportò la svalutazione del dollaro e rese possibile il ricorso all’esportazione delle merci come sbocco per la sovrapproduzione statunitense;
  • l’Economy Act che introdusse il bilancio federale di emergenza;
  • l’Agricultural Adjustment Act che attribuiva contributi in denaro a quegli agricoltori che avessero limitato la produzione agricola in modo da mettere un freno alla caduta dei prezzi che aveva costretto sul lastrico milioni di agricoltori dell’est.

Altre importanti misure furono:

  •  l’istituzione della Tennessee Valley Authority, agenzia che impiegò milioni di disoccupati nella costruzione di imponenti dighe al fine di sfruttare le risorse idroelettriche del bacino del Tennessee;
  • l’istituzione della Work Progress Administration, altra agenzia governativa che gestiva la realizzazione di importanti opere pubbliche;
  • l’approvazione del Wagner Act che sanciva il diritto di sciopero e della contrattazione collettiva;
  • l’approvazione del National Industrial Recovery Act che imponeva l’adozione per ogni azienda di un codice di disciplina produttiva limitando la sovrapproduzione, rinunciando al lavoro nero e a quello minorile. La legge prevedeva inoltre dei minimi salariali;
  • l’approvazione del Social Security Act che istituiva un moderno welfare state di cui i lavoratori statunitensi erano stati sino ad allora sprovvisti.
  •  La riforma fiscale: Roosevelt intraprese anche una riforma del sistema fiscale ed in particolar modo delle imposte dirette.Venne così modificata l’imposizione progressiva aumentando le aliquote per i contribuenti più ricchi.

Sempre da Wikipedia: […] “Le critiche di un’eccessiva statalizzazione nel paese più liberale del mondo furono messe a tacere dai concreti risultati e dal riassorbimento delle sacche di forza lavoro rimasta disoccupata. Il metodo keynesiano, il suo approccio pragmatico all’evento ridiedero spinta ad un paese giunto quasi sull’orlo del tracollo.

L’ampliamento dei poteri dell’esecutivo, l’apertura alla sperimentazione economica, la fiducia garantita alla comunità scientifica, all’università costituirono le grandi novità di una nazione che si rimetteva in moto. Le successive elezioni del 1936 diedero a Roosevelt la possibilità di un secondo mandato grazie a quello che fu definito un plebiscito popolare in cui Roosevelt vinse con più del 60% dei voti, cosa mai accaduta per nessun altro presidente americano. La nazione americana, che aveva sopportato il trauma di un tracollo violento dopo un periodo di fortissima espansione, rialzava il capo e proseguiva nel suo cammino, pur osteggiato dalle ombre nere della guerra, ormai alle porte.

L’essenziale punto di novità del New Deal rispetto al passato non risiede in grandi scelte radicali, ma soprattutto in una nuova alleanza tra mondo intellettuale e mondo economico resa necessaria ed urgente proprio dalla stessa crisi. Ma il punto di convergenza di questo sforzo riformatore rimane tipicamente ed “eccezionalmente” americano, di una società senza classi entro la quale ciascuno potesse essere artefice del proprio futuro.”

[…]

FDR fu l’unico presidente degli Stati Uniti a ricevere ben quattro mandati consecutivi.

Morì il 12 aprile del 1945 nei primi mesi del suo quarto mandato e pochi giorni prima che la Seconda Guerra Mondiale cessasse formalmente in Europa. (Hiroshima fu il 6 agosto 1945).

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Citazioni di Franklin Delano Roosevelt da Wikiquote.org

  • “Avevano cominciato a considerare il governo degli Usa come una mera appendice dei loro affari. Ora sappiamo che il governo esercitato dalla finanza organizzata è altrettanto pericoloso del governo della malavita organizzata.” (discorso al Madison Square Garden, 1936) They had begun to consider the Government of the United States as a mere appendage to their own affairs. We know now that Government by organized money is just as dangerous as Government by organized mob.”
  • Nessuna impresa che dipenda, per il suo successo, dal pagare i suoi lavoratori meno di quanto serva loro per vivere ha diritto di sopravvivere in questo Paese. No business which depends for existence on paying less than living wages to its workers has any right to continue in this country. (dal discorso sul National Industrial Recovery Act, 16 giugno 1933)
  • We have always known that heedless self-interest was bad morals; we now know that it is bad economics. Abbiamo sempre saputo che fare sventatamente il proprio interesse fosse moralmente cattivo, ora sappiamo che è cattiva economia.
  • We cannot always build the future of our youth, but we can build our youth for the future. Non sempre possiamo  costruire il futuro per la nostra gioventù,  ma possiamo preparare la nostra gioventù per il futuro.
  • «Men are not prisoners of their fate, but only prisoners of their own mind». Gli uomini non sono prigionieri dei loro destini, ma sono solo prigionieri delle loro menti.
  • I am a Christian and a Democrat, that’s all.  Sono cristiano e democratico, e tanto basta.

e sottolineo

  • A nation that destroys its soils destroys itself. Una nazione che distrugge il suo suolo distrugge se stessa

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Discorsi al caminetto di F. D. Roosevelt – (recensione del libro “Ripartiamo! Discorsi per uscire dalla crisi” da Opinionsmoderate.altervista.org

[…] Il Presidente degli Stati Uniti, da poco insediato nella pienezza dei suoi poteri, si rivolge nel primo dei suoi firesides chats al popolo americano, sottolineando la gravità della situazione ma anche invitandolo a non abbattersi “Lasciatemi quindi affermare innanzitutto che credo fermamente che l’unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura stessa” ed aggiungendo che “il nostro obiettivo più importante è quello di far tornare la gente a lavorare”. A tali affermazioni non seguono vaghe promesse ma un preciso programma di azione espresso dal Presidente in un linguaggio piano, adatto al potenziale pubblico che potrebbe ascoltarlo alla radio, in qualsiasi casa o salotto d’ America. In questo caso le tecniche persuasive della parola, ben conosciute da Roosevelt, si accompagnano ad una forma comunicativa di massa (radio) per raggiungere uno scopo: parlare in modo chiaro ed elevare, se possibile, la coscienza e la capacità di reazione del popolo americano.

[…]

“Only Thing We Have to Fear Is Fear Itself”. FDR

“L’unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura stessa“.

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Preciso eh? (confronto impietoso)

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