Tulipani e derivati


La “Mania dei Tulipani” e le grandi bolle speculative: quando la storia si ripete … post del 21/10/2011 dal blog di Roberto Pesce

Si parla del […] la “Mania dei Tulipani” o “Tulipomania” che scoppiò in Olanda e in altre parti d’Europa attorno al 1630.

Il tulipano, introdotto in Europa nella metà del XVI secolo, e la cui coltivazione fu presumibilmente iniziata in Olanda nel 1593, divenne rapidamente una merce di lusso e uno status symbol tanto che si scatenò una sorta di competizione tra i cittadini appartenenti alla media borghesia e alle classi più agiate per accaparrarsi gli esemplari più rari e ricercati. Tutto ciò, come da sempre avviene quando un bene incontra forte “domanda” sul mercato, portò i prezzi dei tulipani stessi a crescere e gonfiarsi in maniera irresistibile.

Per capire la portata del fenomeno basti pensare che nel 1623 un singolo bulbo di una specifica qualità di tulipano poteva costare anche un migliaio di fiorini olandesi mentre il reddito medio annuo dell’epoca era di 150 fiorini, una tonnellata di burro poteva essere acquistata per circa 100 fiorini e “otto maiali grassi” costavano 240 fiorini. Tradotto in termini attuali, possiamo quindi ipotizzare un prezzo medio per un bulbo di tulipano pari attorno ai … 100.000 euro !!!

I tulipani erano scambiati anche con terreni, animali da allevamento, case e immobili. La “logica” sottesa a questa follia era che, mentre il fiore del tulipano reciso veniva considerato un “bene di lusso ma di consumo“, bello da vedere ma allo stesso tempo fragile e soggetto a rapido deperimento, il bulbo invece veniva visto come un “investimento” poichè da esso potevano nascere altri fiori e altri bulbi e dare così vita ad un business permanente.

Di fatto, i bulbi dei tulipani smisero di essere visti come elementi di natura e furono considerati mezzi e strumenti di investimento e speculazione tanto che ai più rari vennero associatinomi di famosi ammiragli olandesi e i loro prezzi aumentavano in maniera vertiginosa anche nella stessa giornata passando più volte di mano. Non era raro che un bravo speculatore potesse capitalizzare in una sola giornata anche più dell’astronomica cifra di 6.000 fiorini!!

Per dare un altro riferimento della portata del fenomeno si pensi che in quegli anni il celebre pittore Rembrandt vendette il suo dipinto “Ronda di notte” per 1650 fiorini mentre il bulbo più famoso, chiamato “Semper Augustus“, fu venduto ad Haarlem per 6000 fiorini !!!

Tutto ciò succedeva anche perchè all’inizio del 1600 l’Olanda si trovava in uno stato di benessere economico e la sua classe media possedeva denaro in surplus da utilizzare in attività lucrative, possibilmente di immediato e corposo guadagno. I prezzi degli immobili salivano, le azioni della Compagnia delle Indie Orientali crescevano di valore con un ritmo mai registrato prima. Insomma, lo scenario di riferimento era di euforia ed entusiasmo incontrollato, e la storia ci ha dimostrato come le grandi bolle speculative nascano tipicamente proprio in questi periodi, dalle “bolle di sapone” della South Sea a Londra e del Mississippi a Parigi nel 1719 e nel 1720, fino al più conosciuto crollo di Wall Street nel 1929 e ai recentissimi scoppi della bolla della “New Economy“ nel 2.000 e della “bolla immobiliare” del 2008.

Quando Giambattista Vico parlava del fatto che la storia si ripete (ma le persone non ne traggono poi così tanto insegnamento … ) qualche ragione tutto sommato l’aveva anche lui.

[…] All’apice della bolla non solo i tulipani erano scambiati nelle borse valori di numerose città olandesi ma si era arrivati a vendere persino bulbi che erano stati appena piantati o quelli che avevano intenzione di piantare! Questa pratica fu soprannominata in modo appropriato “commercio del vento“, oggi li avremmo definiti “futures sui tulipani” in sostanza strumenti finanziari “derivati“, e sarebbero cugini primi dei molti derivati odierni che stanno portando il pianeta al collasso finanziario. Quando la bolla speculativa scoppiò c’erano persone che avevano venduto la propria abitazione per potersi comprare dei bulbi di tulipano e alcuni detenevano addirittura contratti per comprare tulipani a prezzi dieci volte maggiori di quelli del mercato ormai crollato (una sorta di “opzione call” sui tulipani ^_^) mentre molti possedevano bulbi che valevano meno di un decimo di quanto li avessero pagati. Moltissimi olandesi, inclusi amministratori pubblici, uomini di affari e dignitari, si erano finanziariamente rovinati […]

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. Satira della Tulipomania (1640) di Jan Brueghel the Younger.

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