Grillini graticolati


Come termine l’ho notato usare dai “cittadini” pochi giorni fa…

La procedura: “graticolati” – da Il Salvagente 16/3/13

_MG_5694[…] Crimi spiega, quindi, la procedura interna per individuare il candidato, una sorta di “doppio turno”, come lo definisce lui, che funzionerà così: “Ci riuniremo al Senato e voteremo un nostro candidato presidente, a voto palese, e poi dopo avere ‘graticolati’ – cioè sottoposti al fuoco di fila di domande per testarne doti e preparazione – quelli che hanno più voti, ne sceglieremo uno e quello sarà il nostro candidato fino alla fine”. Stesso iter alla Camera come spiega la Lombardi: “Anche noi avremo un candidato nostro per la presidenza della Camera, anche noi abbiamo individuato una rosa di nomi e faremo la nostra scelta”. […]

beijing-market-china_8416_600x450Comunque è in uso da tempo: Dalle «Cinque stelle» al «Graticola day»: Il movimento sceglie chi candidareCorriere.it  del 25/11/12

Sarà una terminologia voluta visto che Graticola in inglese è proprio Grill.

A proposito leggete qui:

Cosa fareste per salvare il pianeta? Mangereste un bel piatto di grilli fritti?

Cosa siete disposti a fare per salvare il pianeta? Usare meno la macchina e più la bici, fare il bucato con detersivi eco compatibili, illuminare la vostra casa con lampadine a risparmio energetico… insomma, le solite cose. Ma se vi chiedessero di modificare la vostra dieta? Per esempio diminuendo bistecche, arrosti e cotolette e inserendo al loro posto farfalle, cavallette e grilli? La curiosa, e per molti probabilmente rivoltante, idea è di un team di ricercatori dell’ Università di Wageningen, in Olanda, secondo i quali le proteine di origine entomologica possono sostituire al 100% quelle bovine e suine, ma con un grande vantaggio per l’ambiente. La riduzione degli allevamenti di animali da carne contribuirebbe infatti a contenere le emissioni di gas serra: secondo alcune stime mucche e maiali sono infatti responsabili del 18% della produzione di co2 totale ma grilli e locuste non inquinano? Sì, ma molto meno: secondo gli scienziati un chilo di insetti commestibili costa all’ambiente il 99% di CO2 in meno rispetto a un chilo di carne bovina e il 50% in meno rispetto a quella suina. Questa stima non tiene conto dell’intero ciclo produttivo necessario per la grande distribuzione, ma in linea di principio la carne di insetto sembra avere tutte le carte in regola per sostituire quella bovina nella futura società sostenibile.

Da cittadini a cannibali…

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...