Il pollo Mike: Yes We Hen!


Il pollo Mike, un indimenticato “scavezzacollo” da Planetbufala

[…] Mike, questo era il suo nome, era un pollo come tanti altri, destinato a diventare una pietanza saporita ma il fato aveva in serbo per lui ben altro futuro.Esattamente il 10 settembmike-headless-chickenre 1945, nella cittadina di Fruita in Colorado, Mike stava per diventare il protagonista di un bel pranzo quando, per un buffo scherzo del destino, invece che di un pasto, diventò attore principale di una spettacolare vicenda. Il proprietario del pennuto in questione, Lloyd Olsen, lo decapitò, come aveva fatto infinite volte con altri polli durante le sue mansioni di allevatore e contadino. Una piccola ma fondamentale differenza rispetto al passato però c’era: invece di portare in casa il lauto banchetto, il pranzo se la diede “a zampe” per tutta l’aia! Confidando di trovarlo presto stecchito, Lloyd aspettò pazientemente il giorno dopo, ma, con sommo stupore, lo ritrovò accovacciato a dormire con la sua (ex)testa sotto l’ala. Vista la strenua voglia di vivere di questo piccolo eroe, il suo padrone si ingegnò per aiutarlo. Sorgeva un problema: come nutrirlo? La soluzione fu brillante. Un semplice contagocce riempito di acqua e pastone e il nutrimento fornito direttamente nell’esofago dell’animale. Qualche giorno dopo, costatando che Mike era ancora vivo, decise di portarlo all’università dello UTAH, dove, nella facoltà di veterinaria, venne studiato e in qualche modo svelato il mistero della sua singolare vitalità post-decapitazione. Tecnicamente il taglio aveva lasciato un orecchio e quasi integra la corteccia cerebrale, salvaguardando le funzioni fisiche fondamentali, e un grumo di sangue aveva sigillato la giugulare impedendo il dissanguamento e quindi graziando l’animale da morte certa. Era il primo passo della carriera da superstar di Mike. Da quel giorno, tutti volevano ammirare questa “magia della natura” e così, un circense, lo “strappò” all’affetto della sua famiglia per la stratosferica cifra (per quell’epoca) di diecimila dollari e lo assicurò per lo stesso valore. Iniziò una vera e propria tournée in giro per il paese. “The wonder chicken” (il pollo delle meraviglie), viveva una vita speciale, era addirittura(!) aumentato di peso da circa 2 libbre e mezzo a 8. Tutti, grandi e piccini, lo adoravano non per quel che gli mancava, ma per quella speciale voglia di vivere di cui era simbolo.

Era variata anche la sua dieta: dal cibo liquido a quello solido, veri e propri chicchi di granturco. Il suo singolare status, gli permise di ottenere addirittura le attenzioni del Guinness dei primati e di due magazines molto noti: Time e Life. Questa fiaba moderna durò approssimativamente 550 giorni, fino alla notte in cui, in un motel dell’Arizona, Mike iniziò di colpo a tossire e a strozzarsi, mostrando sintomi di soffocamento. Il suo proprietario non fu in grado di salvarlo e così il suo prezioso pollo lasciò il mondo a cui tenacemente si era aggrappato. MIKEDa allora, fino ai giorni nostri, ogni terzo weekend di maggio, si celebra la leggenda di questo piccolo grande eroe e la sua fama non cessa di espandersi in tutto il mondo. E’ stato addirittura creato un sito internet dedicato a lui ed è fiorito un vero e proprio business nella sua cittadina di origine.[…]

metafora.

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Particolare dell’insegna del sito. Colori originali…Sarà una metafora…

PS. Hen è la gallina, questo è un gallo= rooster o c*ck .

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