L’orologio della torre di Sant’Andrea


I DONDI E L’OROLOGIO DELLA TORRE DI S. ANDREA IN CHIOGGIA di Aldo Bullo

pict09950Se vi recate a Chioggia, non perdete l’occasione di salire sulla millenaria Torre di S. Andrea per godervi la visione del panorama, e soprattutto per vedere, ancora funzionante, uno degli orologi più antichi del mondo, se non il più antico. A quel tempo le persone più interessate alla misurazione del tempo erano gli astronomi, o meglio gli astrologi, per l’esatta conoscenza dell’ora della levata del sole necessaria per gli oroscopi. La storia dell’orologio è stata però alla base, come sappiamo, dell’astronomia di posizione e della misurazione della longitudine geografica.

L’antico quadrante biancoazzurro posto sulla Torre funziona ormai da qualche decennio con un apparato elettrico. L’originale antica macchina, databile a oltre 620 anni fa, che ho rimesso in funzione dopo una delicata e accurata pulizia, si trova al quinto piano della torre. È stato anche riprodotto il quadrante esterno e i visitatori possono vedere il funzionamento completo di un orologio medioevale di rilevante valore storico, la cui origine si intreccia con la storia della celebre famiglia Dondi.

Il primo documento che possediamo porta la data del 26 febbraio 1386. Vi si legge di spese sostenute per un orologio che Pietro Boça sta “studendo”, cioè sistemando o riparando. In quell’anno è ancora vivo Giovanni Dondi e in città abita Catarina Borato, vedova di Gabriele Dondi, fratello di Giovanni.

astrariCome è noto, i Dondi nel 1344-45 si trasferiscono da Chioggia a Padova per installare nella Reggia Carrarese il celebre orologio astronomico, distrutto in un incendio nel 1390 e poi sostituito da un altro costruito intorno al 1430 secondo un disegno fornito da Novello, discendente dai Dondi. La complessità della costruzione di un orologio astronomico (indicante la posizione del sole nello zodiaco e le fasi della luna) è tanto complessa che i Dondi la avranno “padroneggiata” sulla base di esperienze acquisite su orologi comuni. Infatti nel suo libro, Tractatus Astrarii, Giovanni Dondi presuppone come semplice il lavoro della costruzione di un orologio, e descrive le lavorazioni meccaniche della costruzione del suo Astrario in modo così accurato e meticoloso, da rivelare una applicazione personale come artigiano, benché non sia da escludere anche il supporto di aiutanti fabbri.

foto-05Sebbene non ci siano documenti che in modo inconfutabile attribuiscano ai Dondi l’orologio di Chioggia, siamo propensi a ritenerlo una loro opera, sia per gli altri orologi da loro costruiti, sia per la fama che aveva questa famiglia nel campo dell’astronomia, sia per il loro impegno nelle attività tecniche e industriali. Basti pensare che possedevano dei mulini ed avevano l’autorizzazione dei da Carrara di estrarre il sale dalle acque dei Colli Euganei. In secondo luogo ci sono alcuni elementi meccanici caratteristici che, anche se sembrano insignificanti, richiamano un modo di lavorare molto personalizzato. Infine non vanno sottovalutati i legami che i Dondi hanno sempre avuto con la città lagunare. Tuttavia non ci sono documenti che in modo inconfutabile attribuiscano ai Dondi l’orologio di Chioggia, o un altro specifico orologio all’infuori di quello di Padova e dell’Astrario.

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