Le opinioni sono come le palle…


Ognuno ha le sue. (Clint Eastwood)

Parlano tutti, ma alla fine chi ha letto la sentenza? Ecco un articolo del Sole24 Ore che la riporta in allegato:

Diritti tv, i giudici: Berlusconi ha gestito un’enorme evasione fiscale con le società off shore – Il Sole 24 Ore 23/5/2013

Nelle carte del processo d’appello sui diritti tv di Mediaset «vi è la prova, orale e documentale, che (Silvio) Berlusconi abbia direttamente gestito la fase iniziale per così dire del gruppo B (sistema di società off shore) e, quindi, dell’enorme evasione fiscale realizzata con le società off shore».

È quanto sottolineano i giudici della Corte d’appello di Milano nelle motivazioni della sentenza di condanna a 4 anni emessa a carico di Silvio Berlusconi al termine del processo di secondo grado sui diritti tv di Mediaset. (link a pdf allegato)

Il collegio presieduto da Alessandra Galli indica proprio in Berlusconi il promotore del sistema di società off shore che avrebbe permesso a Mediaset di accumulare fondi neri all’estero ed eludere il fisco italiano grazie ai prezzi gonfiati dei diritti tv acquistati in Usa: «Era riferibile a Berlusconi – puntualizzano le toghe milanesi – l’ideazione, la creazione e lo sviluppo del sistema che consentiva la disponibilità di denaro separato da Fininvest ed occulto al fine di mantenere ed alimentare illecitamente disponibilità patrimoniali estere presso conti correnti intestati a varie società che erano a loro volta amministrate da fiduciari di Berlusconi».

Così il sistema dei diritti tv di Mediaset «si scrive in un contesto più generale di ricorso a società off shore anche non ufficiali ideate e realizzate da Berlusconi avvalendosi di strettissimi e fidati collaboratori».

Per i giudici, «interponendo fra le Major (da cui si compravano i diritti tv, ndr) e il gruppo Fininvest/Mediaset una serie di società estere, che operavano adeguati ricarichi nella compravendita dei diritti, si otteneva un duplice risultato: non solo si creavano costi fittizi destinati a diminuire gli utili del gruppo e quindi le imposte da versare all’erario italiano, ma si costituivano, appunto, ingenti disponibilità finanziarie all’estero». Tale «strategia» specificano i giudici «traeva origine in anni in cui Berlusconi era incontestabilmente il gestore diretto di tutte le attività del gruppo».

I giudici della Corte d’appello di Milano, insomma, non hanno dubbi sulle responsabilità dirette di Berlusconi: «Non è verosimile – scrivono a questo proposito nelle motivazioni – che qualche dirigente di Fininvest o Mediaset abbia organizzato un sistema come quello accertato e, soprattutto, che la società abbia subito per 20 anni truffe per milioni di euro senza accorgersene».

Il sistema delle società off shore è stato ideato «per il duplice fine di realizzare un’imponente evasione fiscale e di consentire la fuoriuscita di denaro dal patrimonio di Fininvest e Mediaset a beneficio di Berlusconi». […]

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