don Tonino


A volte viene da dire “ci vorrebbe un don Tonino”. Ma don Tonino c’è con le sue parole.

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Andiamo fino a Betlemme,
come i pastori.
L’importante è muoversi.
E se invece di un Dio glorioso,
ci imbattiamo nella fragilità
di un bambino,
non ci venga il dubbio di aver
sbagliato il percorso.
Il volto spurito degli oppressi,
la solitudine degli infelici,
l’amarezza di tutti gli
uomini della Terra,
sono il luogo dove Egli continua
a vivere in clandestinità.
A noi il compito di cercarlo.
Mettiamoci in cammino senza paura.
(don Tonino Bello)

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Giovedì 24 ottobre 2013, a Caerano di San Marco (TV), presso la Biblioteca Comunale (Viale Frà Giocondo 18), alle ore 20,30, si svolgerà la Conferenza

  “Fare strada sulle orme di Don Tonino Bello”.

Relatore sarà il nostro amico prof. Francesco Lenoci docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

L’invito è aperto a tutti.

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foto-ufficiale_2954335_557252Don Tonino Bello, fratello vescovoFamiglia Cristiana

Sono passati 20 anni dalla sua scomparsa, ma il ricordo in chi lo ha conosciuto è più vivo e attuale che mai. Perché il vescovo di Molfetta è stato un pastore attento a tutto e a tutti.

[…] Lo stanno facendo santo, don Tonino. La causa di beatificazione, avviata nel 2008 dall’attuale vescovo di Molfetta, monsignor Luigi Martella, si avvia alla conclusione della prima fase, quella diocesana. Poi la monumentale documentazione andrà a Roma, in Vaticano. Per la gente santo lo è già. Tanto a Molfetta quanto ad Alessano, tanto a Ugento, dove fu vicerettore del seminario, quanto a Tricase, dove fu parroco. Sono passati 20 anni, ma ogni luogo parla di lui: gli edifici ecclesiastici ma anche gli uffici pubblici, le piazze e le vie. Una foto oppure una dedicazione,una targa oppure una delle sue frasi celebri. Don Tonino ovunque. Mai monsignor Bello, tanto meno Antonio. Sempre e solo don Tonino, il «fratello vescovo povero con i poveri» […]

Da presidente di Pax Christi, nel dicembre 1992, già gravemente malato, sfidò i cecchini di Sarajevo durante la sanguinosa guerradi Bosnia con Beati i costruttori di pace. Insieme a monsignor Bettazzi, a don Albino Bizzotto e al piccolo popolo di pacifisti di ogni provenienza, la “Marcia dei 500” violò l’assedio della capitale bosniaca, ma senza sfidare nessuno: convinsero i soldati a farli passare,consolarono le vittime di entrambe le parti,dispensarono aiuti tanto agli abitanti di Sarajevo che ai serbi. Don Tonino non accetterrebbe che si scrivesse che era “alla testa del corteo”. Diciamo che stava in mezzo a loro. […]

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Dio è presente nel cuore di tutti, se non come presenza, almeno come nostalgia.

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