Risposta durissima (ora che c’è il Bomba)


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La risposta dell’Italia a Putin sarà durissima. La prossima volta che prova a lanciare la palla a Dudù se la va a prendere lui.

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L’altra guerra di Crimea – Il Post 3 marzo 2014 di Davide De Luca – @DM_Deluca

Iniziò quasi esattamente 160 anni fa, causata da una serie di improbabili errori: vi partecipò Tolstoj, l’Italia ne guadagnò molto e fu la prima guerra ad essere fotografata.

Quasi esattamente 160 anni fa, il 28 marzo del 1854, scoppiò quella che molti ricordano, dai libri di scuola, come la guerra di Crimea. Gli storici la considerano il primo conflitto moderno della storia: per la prima volta vennero utilizzati su larga scala il telegrafo, le navi a vapore e le ferrovie. Per la prima volta il fronte venne visitato dai corrispondenti dei giornali, che pubblicarono regolari resoconti delle azioni, mentre vennero scattate le prime fotografie di guerra (con l’eccezione di alcuni scatti fatti qualche anno prima in un remoto conflitto in India; molti di questi primati si attribuiscono spesso alla guerra civile americana, che cominciò sette anni dopo). Ma soprattutto fu un conflitto scoppiato per motivi incredibilmente stupidi, in cui quasi tutti i partecipanti, diplomatici e militari, brillarono per incompetenza e incapacità. Il pretesto che scatenò la guerra di Crimea ricorda un poco il Medioevo. La guerra – che portò alla morte di più di mezzo milione di persone – scoppiò dal punto di vista diplomatico a causa di una controversia su quale nazione avesse il diritto di proclamarsi “protettrice dei cristiani in Terra Santa”. La Palestina, all’epoca, faceva parte dell’Impero Ottomano, il cosiddetto “malato d’Europa”, uno stato in grave decadenza da più di un secolo. La città santa del cristianesimo, quindi, si trovava entro i confini di uno stato musulmano e la Russia, dalla metà del Settencento, aveva ricoperto il ruolo di protettrice dei cristiani in Palestina. Si trattava di un ruolo sostanzialmente onorifico, con un ridotto numero di incombenze da svolgere sul posto (bizantine questioni di priorità all’ingresso dei luoghi sacri, ad esempio). […] seguite al link l’articolo

www.ilpost.it536px-Cornet_Wilkin_11th_Hussars_20140303[…] Chi guadagnò di più da questa guerra fu il Regno di Sardegna, che non aveva nulla a che fare con le cause e con lo scopo del conflitto. Cavour inviò in Crimea un piccolo corpo di spedizione composto da appena 15 mila uomini e in cambio Napoleone III firmò un accordo segreto con il quale si impegnava ad aiutare il Regno di Sardegna nella guerra contro l’Austria-Ungheria. Questi accordi entrarono in vigore nel 1859, quando scoppiò la Seconda Guerra di Indipendenza italiana in cui l’Austria venne sconfitta e fu costretta a cedere la Lombardia al Regno di Sardegna. Fu anche grazie alla piccola partecipazione nella guerra di Crimea se due anni dopo, nel 1861, il Regno di Sardegna cambiò nome e divenne Regno d’Italia.

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