Una scelta umana? Un caso umano!


Come può dire una qualsiasi persona: “Sono assolutamente certa della mia buona fede […]”? La buona fede è una convinzione  soggettiva. Potrà dire di essere certa di poter dimostrare di essere in buona fede, ma così è una stridente distonia logica. Voleva dire forse di essere certa non avere carpito la propria buona fede in un impulso dissociativo? Mah!

Ora cercano sulla stampa di fare passare il tutto come un caso di cuore, ma nella questione è il Ministro dello Sviluppo la donnetta trepidante che accorre a dare la buona novella al “maritino” che così poteva riportare a sua volta alla Total, fare una bella figura e meritarsi un paio di milioncini e mezzo di subappalti…barbara-durso-matrimonisicilia.net_

 

Immagino già lo sbattere di palpebre della Barbara D’Urso e lo sdegno per cotanta cattiveria verso un gesto d’Ammore.

In Italia l’informazione è questa, meglio sentire quel che dice al riguardo Maria Rita D’Orsogna sul suo sito.

 

La sventurata rispose. La lettera di Federica Guidi al Corsera – Maria Rita D’Orsogna 2/4/2016

Ma perche’ uno non puo’ avere la dignita’ del silenzio?
Ti hanno scoperta che da Ministro facevi un disservizio all’Italia, all’immagine del paese, ai lucani, all’ambiente, e invece di scomparire dalla scena scrivi una lettera al Corriere della Sera arrampicandoti sugli specchi invece di chiedere scusa?
Un po di pudore, suvvia.

Ecco la lettera di Federica Guidi al Corsera. C’e’ tutto fuorche’ amore per l’Italia.
“Caro direttore, 
in questi anni ho lavorato con estrema serietà e grande riservatezza, come mi hanno insegnato a fare nell’ambiente imprenditoriale nel quale mi sono formata. Oggi sento però l’esigenza di scrivere per chiarire alcuni punti e per sottolineare alcuni dati, che nella polemica politica sono stati strumentalizzati e deformati. Comincerei dall’inizio, ricordando che la polemica nasce da unbarbi-defaulta telefonata a colui che considero a tutti gli effetti mio marito, nella quale lo informavo di un provvedimento parlamentare di portata nazionale. In particolare, gli davo una notizia nota, su un fatto avvenuto in un luogo pubblico — il Parlamento — al quale hanno dato risalto tutti i media e del quale molti addetti ai lavori avevano già conoscenza perché di rilevante interesse per l’economia nazionale. Insomma, nessuno ha rivelato segreti di Stato.”

Io non lo so in che ambiente lei si sia formata cara Guidi, ma sara’ stato un ambiente sterile e che pensava al profitto prima di ogni altra cosa.  Da ancora prima del caso Tempa Rossa, lei e’ stata una forte sostenitrice dell’Italia al petrolio sempre secondo i crismi del tuttapposto, del minimizzare, del trovare un “equilibrio” fra trivelle e ambiente, spesso giocando anche con le parole.

Diceva, sul caso Tremiti che si trattava di una “nave oceanografica – di quelle per intenderci usate anche dagli scienziati – per una serie di rilievi della durata di due, massimo tre settimane

Cosa, aveva paura di usare la parola ispezioni sismiche? Airgun? Beh, glielo dice questo Barbara-dUrso-5scenziato qui: l’airgun e’ dannoso alla vita marina, alla pesca. Lei ci ha mai pensato a questo? Le e’ mai pasato per l’anticamera del cervello di almeno ascoltare gente *indipendente* e non quelli che stanno al soldo del petrolio e di chiedersi perche’ siamo tutti cosi contrari alle trivelle?

Glielo dico io: perche’ invece di vivere dentro Confindustria, la maggior parte di noi ci tiene ad un ambiente sano. La maggior parte di noi pensa che l’ambiente vada migliorato e che il petrolio non portera’ niente di buono. La maggior parte di noi ha visto l’evidenza mondiale ed ha concluso che tutte le comunita’ petrolizzate sono peggiorate, non migliorate. Inclusi i mari di Norvegia.

Viggano ha reso una vallata invivibile. Tempa Rossa ne rendera’ invivibile un altra. Non ci vuole mica un genio a capirlo.  Ma voi del governo diabolicamente continuate ad insistere che non e’ cosi.

Ma dove vivete?

La polemica non nasce dalla sua telefonata. La polemica nasce dal fatto che lei, Ministro della Repubblica italiana, ha anteposto i suoi interessi amorosi a quelli della nazione. Non ha importanza se la decisione fosse segreta o no. Ha importanza che lei abbia lavorato per accelerare i progetti petroliferi da sui il suo compagno ne avrebbe guadagnato benefici aziendali.

Capisce? Lei ha usato il suo ruolo di Ministro per far approvare una cosa da cui Gianluca Gemelli avrebbe tratto vantaggi aziendali. Io non ho questo lusso, e non ce l’ha quasi tutto il resto del paese.
E se ce l’avessi farei fare cose di vita e non di morte. Pannelli solari, e non Centri Oli.

Sulla questione marito/amante veda lei. A me non interessa. Ma se uno deve essere preciso, quello non e’ suo marito.

“Ma è bene anche entrare nel merito. Nella telefonata lo informavo di un emendamento che avrebbe consentito di accelerare i processi autorizzativi di molte opere strategiche, tra cui il Barbara-D-Urso-fotocosiddetto progetto Tempa Rossa di Taranto, bloccato da anni. La società di mio marito, invece, operava come subappaltatrice in Basilicata per un lavoro che nulla aveva a che vedere con lo sviluppo del progetto di Taranto e risaliva ad epoca precedente a quella in cui sono stata nominata ministro. 
Qualcuno ha gridato allo scandalo, al ministro che favorisce il marito. Non è vero. Io rivendico l’importanza di quella norma per il Paese. Come sappiamo, uno dei problemi dell’Italia è la costante necessità di acquistare dall’estero le risorse energetiche di cui abbiamo bisogno, per riscaldare le nostre case, per accendere le luci, per cucinare e per produrre le eccellenze del made in Italy che mandano avanti la nostra economia.” 

E perche’ era bloccato? Ce lo vuole dire? In una Italia in cui i potenti fanno quello che gli pare, da prendersi il posto di Primo Ministro senza essere stati mai votati, fino a farsi costruire gli aeroporti ad personam, se le autorita’ l’hanno bloccato un motivo ci sara’ pure. E saranno stati motivi gravi perche’ non e’ facile tenere a freno la Total, un colosso mondiale.cronaca-fresca

Sono anni che si parla di questioni ambientali, di corruzione petrolifera in Basilciata. Chi e’ lei per decidere di “accelerare” gli iter di approvazione? Chi le da questo diritto? Ah certo, lei e’ il Ministro dell’economia, in questo caso petrolifera.

Perche’ invece non ha usato il suo potere per “accelerare” l’uso delle rinnovabili, ai quali avete tagliato anche i sussidi in modo *retroattivo* facendo scappare gli investitori stranieri? Perche’ non fa leggi per incentivare le auto elettriche? Il risparmio energetico? Sono milioni di volte che lo scrivo.

Di tutto quello che serve all’Italia, proprio il Centro Oli di Tempa Rossa era cosi’ importante?

Era forse importante per la Total, e per il suo fidanzato, non certo per l’Italia o per la Basilicata. Torno sempre allo stesso concetto: la democrazia e’ per il bene di tutti non per il bene di pochi eletti. Anzi, in questo caso, manco eletti.

Infine, lei “rivendica” l’importanza di Tempa Rossa per il paese per riscaldare le case e per cucinare.
Non ci crede nessuno. Anzi, questo e’ un insulto ai polmoni dei lucani. Un insulto all’intelligenza degi italiani. Ma dove li piglia questi dati? Pure se trivellassimo tutto lo stivale NON BASTEREBBE MAI. Lo compreremo sempre.

Possibile che un Ministro dell’Economia debba sparare queste cose?

Lei e’ di Modena. Scavi un po nel suo giardino, e le assicuro che trovera’ pure li idrocarburi. E prima che a Tempa Rossa, lo acceleri nel suo giardino l’impianto desolforante.

Non so chi viva vicino a Tempa Rossa, ma le assicuro che grazie al suo “accelerare” la costruzione di un altro petrol-mostro, anche il peggioramento di tutti gli indicatori di vita sana a Tempa Rossa sara’ “accelerato”.


“In questo contesto una serie di grandi imprese hanno deciso di investire miliardi di euro per estrarre petrolio e gas naturale in Italia e di farlo, peraltro, al Sud. È unImmagine-1236-620x350 settore che il governo ritiene strategico e che comporta la creazione di posti di lavoro e di un indotto importante.  Insomma, non era necessario un mio speciale interessamento per mandare avanti una norma così importante. E comunque, dopo che è stata approvata, non abbiamo attivato i poteri sostitutivi che la legge ci conferiva. In sintesi, appare chiaro che tutto è accaduto alla luce del sole, su un progetto strategico per il Paese e nel massimo rispetto del mio ruolo.”

“Una serie di grandi imprese”. Si saranno pure grandi, ma hanno a loro carico decine e decine di denuncie e di accuse in tutto il mondo per corruzione,  per maltrattamento delle comunita’ in cui operano.

Esempi? La Total e’ stata appena multata di 1.5 milioni di euro nel UK per avere lasciato che una sua piattaforma in mare, dopo un incendio, rilasciasse gas in atmosfera per 51 giorni di fila. Seimila tonnellate di metano. Cinquantuno giorni. L’incendio fini’ solo perche’ si pense da solo. L’ente britannico per la sicurezza ha accertato che la Total ha cercato di nascondere l’accaduto e di minimizzare e ha dato alla Total il massimo possibile di multa.

Ancora, nonostante le sanzioni internazionali imposte alla Russia qualche tempo fa per la questione Ucraina, la Total aveva continuato a fare affari con Putin. Ovviamente per difendere i propri interesssi: campi di gas, petrolio, impianto di liquefazione del gas, magari sfruttamento di nuovi varchi nell’Artico. Al diavolo le risoluzioni internazionali.

O vogliamo parlare di come la Total ha tratto la Birmania? Questa bella ditta internazionale e’ stata accusata di avere quanto meno chiuso gli occhi sui *lavori forzati* nella costruzione di un oleodotto nel paese in appoggio alla giunta militare dell’epoca. Si parlava di confisca dei terreni senza compenso, evacuazioni forzate, tortura, violenza sessuale e omicidio per chi osava ribellarsi. Secondo la Total omicidi e violenza c’erano ma non erano problemi loro.

E no, non sono chiacchere da bar, perche’ nel 2005 la Total pago’ 6 milioni di dollari per evitare una causa; Earth Rights International dal 1996 ad oggi ha catalogato e denunciato tutte le malefatte del governo birmano e dei petrolieri conniventi in questa storia di torture e di sfruttamento:

“Total continues to mislead policymakers, investors, and the general public about its direct and indirect impacts in the Southeast Asian country. The companies are still linked to violent abuses such as forced labor and killings in their project area and their project has generated multi-billion dollar revenues for the Burmese military regime.”

Ce li vogliamo proprio questi qui in Italia?

Ma poi, non c’e’ bisogno di andare cosi lontano. Qualche anno fa la Total fu accusata di avere seppellito monnezza petrolifera tossica a Corleto Perticara, Basilicata, per quasi venti anni! 

Questa gente e’ strategica?  Come possiamo pensare che abbiano a cuore l’Italia? Non sarebbe piu’ strategico un pinao di solarizzazione o di isolamento termico di tutti i condomini?

Scusi, ma non sa che Viggiano e’ un Centro Oli tal quale quello di Tempa Rossa? Le risulta che il Centro Oli di Viggiano in venti anni di attivita’ abbia portato tutto questo lavoro, gioia, benessere, aria profumata ai residenti? E perche’ la Basilicata (siamo precisi, almeno chiamiamola con il suo nome e non con un generico “sud”) allora e’ sempre nella top three della poverta’?

Perche’ la gente emigra?
Perche’ non se lo costruisce lei un Centro Oli a casa sua?
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“Ovviamente, mi rendo conto che ci sono tutti gli ingredienti per uno scandalo mediatico: il ministro, la telefonata, il grande progetto industriale, un mio familiare. Ricamarci sopra, per molti, è stato facile. Ancor più facile in vista del referendum sulle trivelle, che per molti è occasione non di ragionamento serio ma di bagarre politica.” 

Mah, veramente la bagarre politica e’ tutta del suo governo e dei shady characters che tutto fanno fuorche’ difendere la democrazia e dare l’esempio.

Non e’ bagarre politica il vostro invitare all’astensionismo? Il voler sprecare 300 milioni di euro? Non voler accorpare il voto alle amministrtive di giugno? Far fallire 5 quesiti su 6 e poi dire “non votate perche’ e’ un referendum inutile”? Avere un ministro dell’ambiente che invita a votare in favore dei petrolieri? Propagandare che se vince il SI allora non potremo piu cucinare? I vostri compagni del PD che nel 2012 facevano le crociate antitrivelle ed adesso diventano possibilisti?

Mi definisca lei questo atteggiamento, se e’ un atteggiamento da statisti o da dispetti della 4a elementare.

Anche per questo, primariamente per ragioni di opportunità politica ho subito deciso di barbara_durso_ovolollodimettermi, per senso di responsabilità verso il governo del quale ho fatto parte, a maggior ragione alla vigilia di un appuntamento fondamentale come è il referendum sulle trivelle. Ma la mia è anche una scelta umana, che mi costa, ma che ritengo doverosa per i miei principi che hanno ispirato sempre la mia vita. Credo che anche alla luce del ruolo istituzionale che ho ricoperto, queste precisazioni siano per me necessarie, per consentire ai lettori, ai cittadini e alle molte persone che hanno lavorato con me di farsi un’opinione critica conoscendo i fatti e potendo giudicare in maniera informata.

Non so di quali principi lei parli. I principi che hanno insegnato a me cara Federica, e non da dentro Confindustria, ma da una famiglia di origine contadina ed onesta, sono ben altri.

Spero con tutto il cuore che questa vicenda che l’ha coinvolta faccia capire a tutti che il petrolio, prima che l’ambiente, inquina la democrazia. Vota SI il 17 Aprile.

[…]

Ps Chiedo scusa a Maria Rita per aver aggiunto le faccette, ma qui in Italia ci siamo assuefatti.

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 Trivellazioni, cosa c’è dietro quelle condizioni fiscali “troppo favorevoli” concesse ai petrolieri dallo Stato italiano – Il Fatto Quotidiano 19/01/2016

In Italia le società petrolifere pagano solo il 10% di royalties, contro l’80% chiesto da Norvegia e Russia, e hanno diritto a franchigie: non versano nulla se estraggono meno di 20mila tonnellate su terra e meno di 50mila in mare. Se superano le soglie, scatta una detrazione. E il Paese non ci guadagna: i posti di lavoro creati sono pochi e i conti delle regioni hanno scarsi beneficisegue al link

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