Iene e GPL a Chioggia

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Le Iene a Chioggia, 9 mila metri cubi di gpl fuori controllo [VIDEO]- da VVOX del 28/02/2017

Nella puntata de Le Iene, andata in onda domenica, l’inviato Gaetano Pecoraro, ha parlato di Chioggia e dei 3 bomboloni di gpl da 9 mila metri cubi costruiti in laguna a tempo di record e a pochissima distanza dalle case del centro storico. Un impianto di stoccaggio del gas che servirebbe per rifornire l’interno nord Italia. «E’ spuntato in pochi giorni, sembrano 3 cannoni contro la nostra città. Siamo sopra una bomba e vicino c’è pure una scuola», spiega preoccupata una signora del posto. Una vicenda incredibile se si pensa che nella laguna di Venezia, che è patrimonio dell’Unesco, anche per fare una banale modifica della propria casa, i cittadini devono rispettare regole strettissime.
Pecoraro ha interpellato varie personalità politiche chiedendo spiegazioni, tra cui anche il governatore del Veneto, Luca Zaia, che sembra cadere delle nuvole: «ma quale impianto? Non lo so, non sono preparato. Siccome chi ci ascolta poi pensa che siamo dei pirla che non sanno neanche quello che fanno, vi chiedo di tornare venerdì». Pecoraro torna venerdì e la risposta è: «abbiamo fatto quello che dovevamo fare e abbiamo dato le competenze ai Comuni». E Pecoraro ribatte: «se mi permettete di sintetizzare, siete stati presi per il culo».

Questi tre bomboloni di gpl, oltre a presentare un pericolo per la sicurezza («visto quello che è successo a Viareggio dove con 32 metri cubi, non 9 mila, sono morte 32 persone, se esplode un serbatoio farà evidentemente una strage a Chioggia», spiega l’ingegnere chimico, Franco Rigosi) ma è stato trascurato anche l’aspetto urbanistico come spiega Stefano Boato, membro della Commissione Salvaguardia di Venezia, citando la legge 798: «non si possono autorizzare nuovi impianti di tipo petroli e derivati e stiamo quasi da 20 anni spendendo l’ira di Dio di soldi pubblici per fare i progetti per togliere quel tanto di trasporto di petroli e derivati che ancora entrano e passano per la laguna di Venezia».

La richiesta a costruire è stata inviata, stranamente, solo al settore urbanistica del Comune di Chioggia mentre l’ex sindaco dichiara: «io sapevo si trattasse di un impianto rifornimento delle navi». Nel giro di pochissimo tempo,arriva l’ok. Pecoraro ha tentato di chiedere chiarimenti all’ex dirigente del settore urbanistica che dopo aver chiamato le forze dell’ordine e si è allontanato dalla sua abitazione in auto senza dare una risposta precisa.

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/pecoraro-9-mila-metri-cubi-di-gpl-fuori-controllo_694763.html 

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La petizione al Presidente della  Repubblica – Change.org:

FERMI SUBITO LA COSTRUZIONE DEL DEPOSITO DI GPL A CHIOGGIA

La nostra città, la Regione Veneto e l’intero Stato non possono permettere un tale SCANDALO, blocchiamo subito la realizzazione del deposito di oltre 10.000 mc. di GPL in località Val da Rio, in piena Laguna di Venezia, Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO dal 1987.

Questo deposito sorgerà a meno di 300 metri da una zona densamente abitata che comprende anche alcune scuole, e costituirà un vero e proprio pericolo per la popolazione e per l’ecosistema lagunare, per tutto il periodo di esercizio.

Sarà infatti collocato vicino ai 2 accessi principali all’isola di Chioggia, cosicché, in caso di incidente, ai cittadini resterà un’unica via di fuga, lo stretto ponte verso Sottomarina. Proprio come topi in gabbia o, peggio ancora, come condannati alla camera a gas.

Oltre ad essere di dubbia utilità, in un’epoca in cui bisogna puntare sulle energie rinnovabili piuttosto che sui combustibili fossili, questo deposito bloccherà lo sviluppo dell’intera città in quanto il mercato ittico non potrà più essere trasferito nella località ottimale, Val da Rio appunto, e ostacolerà il transito di tutte le imbarcazioni, dai pescherecci alle navi merci, dalle imbarcazioni da diporto alle navi da crociera, azzoppando di fatto la già fragile economia cittadina.

Non possiamo inoltre nascondere che tutto l’iter autorizzativo dell’impianto risulta parecchio lacunoso e presenta strane discrepanze se non scandalose omissioni.

È strano come la Commissione Provinciale per la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), pur rilevando che l’area oggetto di intervento è sottoposta a vincolo paesaggistico ai sensi della L. 1497/39, e quindi, secondo gli allegati C3 e D della L.R. 10/1999, il progetto deve essere assoggettato alla procedura di VIA, esprima, invece, parere di non assoggettamento. Tale parere viene poi ratificato con la determina 333/2015 dalla Provincia di Venezia.

È indecente il verbale del Comitato Tecnico Regionale, che cita la presenza, a breve distanza, del cimitero ma omette di dire che, a meno di 300 mt. dall’impianto, ci sono numerose abitazioni civili, nomina 1 scuola ma ne dimentica altre 3.

È scandalosa l’autorizzazione del Ministero dello Sviluppo Economico, lo stesso del caso “trivellopoli”, che cita tutti i documenti favorevoli, ma:

  • non tiene conto della nota della Capitaneria di Porto, che esprime la necessità di modificare il piano regolatore portuale e rappresenta dettagliatamente ben 4 osservazioni contrastanti con l’ampliamento del deposito;
  • non valuta che il parere di non assoggettamento a VIA della Provincia di VE presenta una condizione tutt’oggi non soddisfatta.

È inspiegabile come nessun ente abbia mai chiesto il parere alla Commissione per la Salvaguardia di Venezia, che sarebbe stato quasi certamente negativo.

Ma l’atteggiamento di gran lunga più ambiguo di tutti è quello dell’Amministrazione Comunale di Chioggia, che prima pone dei vincoli urbanistici e poi li toglie. E non partecipa per ben 2 volte alle Conferenze dei Servizi. Come dire “occhio non vede, cuore non duole”.

Solo dopo un Consiglio Comunale aperto ed infuocato, durante il quale tutti i presenti si scagliano contro l’Amministrazione Comunale, questa decide di dare l’incarico ad uno studio legale per verificare la correttezza dell’iter autorizzativo e, solamente all’ultimo momento, presenta il ricorso al Presidente della Repubblica.

Pertanto ci appelliamo a Lei, sig. Presidente, e al buon senso che La contraddistingue dagli altri politici, affinché accolga favorevolmente questa petizione e il ricorso a Lei presentato dal Comune di Chioggia, per bloccare definitivamente la costruzione del deposito.

Ai cittadini di Chioggia, ai Veneti e all’intero paese chiediamo: firmate questa petizione, impediamo un nuovo scandalo Tempa Rossa, riprendiamoci ciò che ci spetta di diritto, VIVERE IN UN AMBIENTE SANO E SICURO, con un’economia ecosostenibile.

Stare ancora a guardare sarebbe assurdo, è arrivato il momento di agire, ADESSO O MAI PIÙ.

Grazie.